Poi venne il momento della merenda e la ministressa si svelò quale cavolo

Valeria Fedeli, responsabile della Pubblica istruzione, durante il suo discorso al premio Cherasco Storia, scambia Vittorio Amedeo III con Vittorio Emanuele

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Sua Eccellenza confonde un Re con un altro. Sua Eccellenza il Ministro – la ministressa Valeria Fedeli, responsabile della Pubblica istruzione – scambia Vittorio Amedeo III con Vittorio Emanuele. Fa un discorso, Sua Eccellenza, al premio Cherasco Storia e nell’apoteosi dell’umorismo – il sentimento del contrario, al modo di Luigi Pirandello – con la gravitas dell’autorità massima, parla a beneficio della Storia. La celebra «come disciplina fondamentale di ogni convivenza civile» e così consegna agli sghignazzi la vittoria sugli applausi.

È una prolusione scritta da qualcuno, naturalmente – un esperto del pubblico impiego pagato apposta per redigere allocuzioni – ma legge il pizzino Sua Eccellenza, sillaba la vibrante orazione con voce propria di persona personalmente e non s’accorge dello strafalcione.
Sua Eccellenza fa incontrare – e pare di vederli a Teano o forse stanno varcando il Rubicone – Napoleone Bonaparte e l’ultimo sovrano del Regno d’Italia e d’Albania.

Non inciampa Sua Eccellenza in un lapsus perché quello che legge lo riporta l’home page del Miur. A certificazione – l’atto è ufficiale – di un conclamato cortocircuito ciuchesco tra la ministressa e il proprio consulente.

Sua Eccellenza, si sa, non ha laurea. E neppure diploma di licenza liceale.

Come nel film di Totò Sua Eccellenza si fermò a mangiare, dove il ministro – un magnifico Raimondo Vianello – inaugura un monumento di cui non sa nulla, anche Valeria Fedeli taglia nastri in cerimonie dove lei, al momento della merenda, si svela quale cavolo.

È commovente – è sempre il sentimento del contrario a dettare il finale – sapere in che considerazione le istituzioni tengano l’istruzione, la scuola, la Storia e pure le tabelline. Con tanto di controfirma del capo dello Stato.

Direbbe giustappunto Totò: “Qui si abusa!”.

Testo tratto da “Il Salamino”, rubrica di Mix24, in onda su Radio 24

Foto Ansa

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