Poesia da Aleppo. «Osiamo la vita, osiamo l’amore, osiamo la condivisione, osiamo la presenza, osiamo un No»

Dalla parte di città bombardata notte e giorno da ribelli e jihadisti, fratel Georges Sabe scrive una poesia di speranza: «Vivere ad Aleppo significa vivere ogni giorno l’avventura della vita e della morte»

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Pubblichiamo di seguito una nostra traduzione della poesia scritta da fratel Georges Sabe. Il marista vive ad Aleppo ovest la parte della città siriana controllata dal governo e bombardata notte e giorno da jihadisti e ribelli.

Vivere ad Aleppo significa vivere ogni giorno l’avventura della vita e della morte.
La guerra invade le nostre vite.
Lei viene senza alcun invito… senza alcun desiderio che venga!
Lei pianta la sua tenda in mezzo a noi… lei vuole stabilirsi…
Lei vuole invadere le nostre case…  vuole visitare i sogni dei bambini.
Le vuole rovinare la realtà serena di uomini e donne.
Lei viene, insistente, ad annunciare i suoi colori rosso sangue e nero morte.
Lei è davanti a noi! In un duello! Lei vuole vincere! Lei vuole dominare…
Lei è affamata di distruzione… di demolizione…
Lei è là…
Lei annuncia a voce alta: se non mi volete, se non volete sedervi a tavola con me,
Allora, ANDATEVENE!
Lasciate dietro di voi le case, gli amici, i parenti…
Partite senza portare con voi niente, né le vostre foto, né i vostri beni, né il vostro lavoro…
Andatevene… cancellate il vostro passato… dimenticatelo…
Andate altrove.
Andate chissà dove.
Andate e fate presto.
La guerra non aspetta.
Lei rimbomba… lei ha le sue braccia.
Lei si accanisce… lei ha i suoi uomini.
Lei uccide… lei ha i suoi magnati… i suoi commercianti… i suoi venditori. E i suoi venduti…
La guerra cambia il vocabolario…
Diventerà: Paura… angoscia… inquietudine.
Diventerà: ADDIO…
La guerra divide… esclude… emargina…
Lei farà mendicanti… Fabbricherà tende… donazioni… Organismi internazionali…
Lei sarà un evento per i giornali… poi quando si sarà stabilita, verrà dimenticata.
Davanti alla guerra, non resta che la solidarietà… un “io oserò” e se siamo in due perché non migliaia!
Osiamo. Osiamo la vita… Osiamo l’amore… Osiamo la condivisione… Osiamo la presenza… Osiamo un No!
Osiamo non soccombere alla tentazione…
Osiamo scegliere la vita… Osiamo accendere un piccolo fuoco di speranza.
Osiamo tendere la mano. Osiamo servire… Osiamo ascoltare…
Osiamo appassionarci alla vita.
Osiamo denunciare.
Osiamo vivere.
Un giorno, la guerra non avrà più posto… se la darà a gambe
Toccherà a noi ricostruire qui e altrove.
Un’altra civiltà…
Un’altra civiltà di vita…
Una civiltà di amore…
Osiamo credere… Osiamo pregare… Osiamo confidare. Osiamo dire Sì alla Sua volontà…
Osiamo mettere la nostra vita nelle mani di Maria… Lei ci condurrà a Gesù.
Lei oserà parlare a Gesù… A loro manca la pace…
Lei oserà dirci… Fate ciò che vi dirà».


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