Planned Parenthood. Camille Paglia: «La censura dei media di sinistra è scioccante»

L’intellettuale femminista, atea e libertina sulla compravendita di parti di bambini abortiti: «Sono disgustata, è una seria violazione dei princìpi dell’etica medica»

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«Questa censura è scioccante e non è professionale». L’intellettuale atea, femminista e dichiarata lesbica, Camille Paglia, ha commentato così il silenzio del sistema mediatico liberal sullo scandalo che ha coinvolto il colosso abortivo Planned Parenthood negli Stati Uniti. Mentre infatti esce il quarto di una serie di video “undercover” del Center for Mediacal Progress (Cmp), che aggrava le accuse di compravendita di organi e tessuti dei bambini abortiti, molti media continuano a non darne conto.

«CHIUSI DI MENTE». Paglia, intervistata dal portale di notizie liberal Salon, critica la sinistra che «si pensa aperta di mente, quando non è assolutamente vero!». Il liberalismo «è tristemente diventato un’ideologia reattiva, fatta di persone barricate nelle loro piccole e comode celle», le quali «pensano che la loro visione sia l’unica razionale». L’intellettuale prende ad esempio la vicenda della Planned Parenthood per provare «la persistente grettezza del pensiero liberal nei media». E spiega che due settimane fa, quando il caso è scoppiato, coloro che si informavano solo attraverso i giornali di sinistra «erano all’oscuro dei fatti».

INORRIDITA E DISGUSTATA». Quotidiani e tv, infatti, «cercavano di nascondere la storia ignorandola», mentre sarebbe necessario «un punto di vista completo per capire quello che sta accadendo nel mondo». Pur confessando di essere stata un membro della Planned Parenthood, Paglia si definisce «inorridita e disgustata da quei video. Ho subito percepito che nella condotta della Planned Parenthood c’era in gioco una seria violazione dei princìpi dell’etica medica».

L’IMPORTANZA DELLA RELIGIONE. Paglia è stata poi interpellata sul dibattito relativo alla libertà religiosa negli Stati Uniti, scoppiato dopo la sentenza della Corte suprema sul matrimonio omosessuale, e sul clima che tende a squalificare la voce dei credenti dall’arena pubblica: «Prendere in giro la religione è puerile. (…) Espone a uno stato di perpetua adolescenza che ha qualcosa a che fare con i propri genitori – si stanno ancora ribellando a papà, in qualche modo». Da atea, Paglia è convinta che la religione debba stare al centro della società perché «tutte le principali religioni del mondo contengono un complesso sistema di credenze relative alla natura, all’universo, alla vita umana, che sono molto più profonde di qualsiasi cosa il liberalismo abbia mai prodotto».

IPOCRISIA SULL’ISLAM. Infine, non si è tirata indietro quando è arrivata una domanda sull’approccio dei progressisti all’islam: «Credo sia del tutto ipocrita che le persone che frequentano le accademie e i media chiedano comprensione per le credenze musulmane e che siano tanto beffardi e sprezzanti verso la fede dei cristiani devoti». Ormai «ci siamo costantemente allontanati dall’eredità della civiltà occidentale».

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