Parigi. Il terrorista islamico Harpon aveva accesso a «segreti di Stato»

Com’è possibile che un tecnico della prefettura di Parigi convertito all’islam e che inneggiava alla strage di Charlie Hebdo avesse accesso a informazioni sui jihadisti schedati? Per fermare «l’idra islamista» Macron cominci a guardare in faccia la realtà

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Col passare dei giorni emergono dettagli sempre più inquietanti su Mickael Harpon, il terrorista islamico che il 3 ottobre ha ucciso quattro suoi colleghi alla prefettura di Parigi con un coltello. Si è infatti venuto a sapere che il 45enne tecnico informatico, da un decennio convertito all’islam, aveva accesso ad alcuni «segreti di Stato». Una delle sue mansioni principali era addirittura la raccolta di dati sulla radicalizzazione islamica.

HARPON SPIAVA I COLLEGHI

Come ha potutola Francia mettere in mano a un terrorista simili informazioni? È una domanda che il governo ora dovrà farsi e rispondersi in fretta, sicuramente prima delle Olimpiadi del 2024. Harpon, inizialmente definito un impiegato «modello» che non aveva mai dato segni di radicalizzazione perfino dal ministro dell’Interno Christophe Castaner, poteva in realtà essere facilmente identificato come estremista: dopo la conversione, aveva cambiato modo di vestirsi, smettendo i panni occidentali, non salutava più le donne, evitava con le colleghe ogni contatto fisico, dopo la strage di Charlie Hebdo aveva esultato e la notte prima dell’attentato aveva gridato più volte «Allahu Akbar».

Non solo. In una chiavetta Usb, trovata nella sua scrivania alla prefettura di Parigi, sono stati ritrovati filmati di decapitazioni, informazioni su decine di colleghi e video di propaganda dell’Isis. Si domanda la Stampa: «È riuscito a passare le informazioni sui colleghi a eventuali complici jihadisti? Ieri fonti vicino all’inchiesta ricordavano il caso dell’attentato di Magnanville. Nel giugno 2016 Larossi Abballa si presentò al domicilio privato di una coppia di poliziotti, massacrati davanti al loro figlioletto. Da allora non si è mai riusciti a capire come il terrorista si fosse procurato l’indirizzo. Harpon c’entra qualcosa?».

COME SI FERMA «L’IDRA ISLAMISTA»?

Emmanuel Macron ha dichiarato che la nazione francese deve «mobilitarsi contro l’idra islamista», segnalando eventuali casi sospetti. Ma come farlo se ogni volta che qualcuno osa criticare l’estremismo islamico viene tacciato di islamofobia?

A Gonesse, piccolo Comune a 30 km da Parigi dove viveva l’assassino, Hadama Traoré, personaggio conosciuto come difensore delle banlieue, ha organizzato una manifestazione in difesa di Harpon, perché «non era un estremista religioso». Inizialmente il governo non ha avuto niente da ridire e solo dopo che è scoppiata l’indignazione sui social media il ministro Castaner ha vietato la manifestazione.

Come ricordava il Figaro in un recente editoriale, la Francia è affetta da uno «strano male», il rifiuto di riconoscere la realtà dell’islamismo. Questo «accecamento ideologico» è quello che ha impedito ai colleghi di Harpon di denunciarlo dopo averlo sentito inneggiare agli stragisti di Charlie Hebdo. Questo «accecamento» è quello che ha spinto i suoi superiori a dargli in mano informazioni riservate e segrete.

Foto Ansa