Papa Francesco racconta il Sinodo: «Ma, padre, hanno litigato i vescovi?»

Il Pontefice ha smentito le interpretazioni della stampa e precisato che «nessun intervento ha messo in discussione le verità fondamentali del Sacramento del matrimonio»

Papa Francesco all’Udienza generale di oggi ha parlato del sinodo sulla famiglia. Famiglia che sarà anche l’argomento delle sue prossime catechesi. Nel suo discorso il Pontefice ha voluto ripercorrere tutte le tappe del Sinodo, smentendo le interpretazioni date dalla stampa di due opposte tifoserie (anche se ha confermato le diverse visioni in campo) e precisando che «nessun intervento ha messo in discussione le verità fondamentali del Sacramento del matrimonio». Ecco cosa ha detto, diviso da noi per argomenti.

I MEDIA E LE CRONACHE SPORTIVE. «Durante il Sinodo i media hanno fatto il loro lavoro – c’era molta attesa, molta attenzione – e li ringraziamo perché lo hanno fatto anche con abbondanza. Tante notizie, tante! Questo è stato possibile grazie alla Sala Stampa, che ogni giorno ha fatto un briefing. Ma spesso la visione dei media era un po’ nello stile delle cronache sportive, o politiche: si parlava spesso di due squadre, pro e contro, conservatori e progressisti, eccetera».

DISCUSSIONI COME FRA GLI APOSTOLI. «Anzitutto io ho chiesto ai Padri sinodali di parlare con franchezza e coraggio e di ascoltare con umiltà, dire tutto quello che avevano nel cuore, con coraggio. Nel Sinodo non c’è stata censura previa. Ognuno doveva, dire quello che aveva nel cuore, quello che pensava sinceramente. “Ma, padre, questo farà discussione”. È vero, abbiamo sentito come hanno discusso gli apostoli. Dice il testo: è uscita una forte discussione. Ma, si sgridavano fra loro, gli apostoli, sì! Perché cercavano la volontà di Dio sui pagani, se potevano entrare in Chiesa o no. Era una cosa nuova. Sempre, quando si cerca la volontà di Dio, in un’assemblea sinodale, ci sono diversi punti di vista e c’è la discussione e quello non è una cosa brutta! Sempre che si faccia con umiltà e con animo di servizio all’assemblea dei fratelli. Ma, sarebbe stata una cosa cattiva, eh!, la censura previa. No, no, ognuno doveva dire quello che pensava».

IL MATRIMONIO NON E’ STATO TOCCATO. «Dopo la Relazione iniziale del Card. Erdö, c’è stato un primo momento, fondamentale, nel quale tutti i Padri hanno potuto parlare, e tutti hanno ascoltato. Ed era edificante quell’atteggiamento di ascolto che avevano i Padri. Un momento di grande libertà, in cui ciascuno ha esposto il suo pensiero con parresia e con fiducia. Alla base degli interventi c’era lo “Strumento di lavoro”, frutto della precedente consultazione di tutta la Chiesa. E qui dobbiamo ringraziare la Segreteria del Sinodo per il grande lavoro che ha fatto sia prima che durante l’Assemblea. Davvero sono stati bravissimi. Nessun intervento ha messo in discussione le verità fondamentali del Sacramento del Matrimonio, nessun intervento, cioè: l’indissolubilità, l’unità, la fedeltà e l’apertura alla vita. Questo non è stato toccato».

LA RELAZIONE FINALE. «Tutti gli interventi sono stati raccolti e così si è giunti al secondo momento, cioè una bozza che si chiama Relazione dopo la discussione. Anche questa Relazione è stata svolta dal Cardinale Erdö, articolata in tre punti: l’ascolto del contesto e delle sfide della famiglia; lo sguardo fisso su Cristo e il Vangelo della famiglia; il confronto con le prospettive pastorali. Su questa prima proposta di sintesi si è svolta la discussione nei gruppi, che è stato il terzo momento. I gruppi, come sempre, erano divisi per lingue, perché è meglio così, si comunica meglio: italiano, inglese, spagnolo e francese. Ogni gruppo alla fine del suo lavoro ha presentato una relazione, e tutte le relazioni dei gruppi sono state subito pubblicate. Tutto è stato dato, c’era la trasparenza perché si sapesse quello che accadeva. A quel punto – è il quarto momento – una commissione ha esaminato tutti i suggerimenti emersi dai gruppi linguistici ed è stata fatta la Relazione finale, che ha mantenuto lo schema precedente – ascolto della realtà, sguardo al Vangelo e impegno pastorale – ma ha cercato di recepire il frutto dalle discussioni nei gruppi. Come sempre, è stato approvato anche un Messaggio finale del Sinodo, più breve e più divulgativo rispetto alla Relazione».

MA HANNO LITIGATO? «Questo è stato lo svolgimento dell’Assemblea sinodale. Alcuni di voi possono chiedermi: “Ma, padre, hanno litigato i Padri?”. Ma, non so se litigato, ma che hanno parlato forte, sì, davvero, eh! E questa è la libertà, è proprio la libertà che c’è nella Chiesa. Tutto è avvenuto “cum Petro et sub Petro”, cioè con la presenza del Papa, che è garanzia per tutti di libertà e di fiducia, e garanzia dell’ortodossia. E alla fine con un mio intervento ho dato una lettura sintetica dell’esperienza sinodale. Dunque, i documenti ufficiali usciti dal Sinodo sono tre: il Messaggio finale, la Relazione finale e il discorso finale del Papa. Non ce ne sono altri. La Relazione finale, che è stata il punto di arrivo di tutta la riflessione, delle diocesi fino a quel momento, adesso, ieri è stata pubblicata e viene inviata alle Conferenze Episcopali, che la discuteranno in vista della prossima Assemblea, quella Ordinaria, nell’ottobre 2015. Dico che ieri è stata pubblicata, prima era stata pubblicata, ma ieri è stata pubblicata con le domande che si fanno alle conferenze episcopali, proprio diventa lineamenta del prossimo Sinodo».

NON E’ UN PARLAMENTO. «Dobbiamo sapere – ha concluso il Papa – che il Sinodo non è un parlamento, viene il rappresentante di questa Chiesa, di questa Chiesa, di questa Chiesa… No, non è questo. Viene il rappresentante, sì, ma la struttura non è parlamentare E’ totalmente diversa. Il Sinodo è uno spazio protetto affinché lo Spirito Santo possa operare; non c’è stato scontro tra fazioni, come in Parlamento, quello è lecito in un Parlamento, ma un confronto tra i Vescovi, che è venuto dopo un lungo lavoro di preparazione e che ora proseguirà in un altro lavoro, per il bene delle famiglie, della Chiesa e della società. E’ un processo, è il normale cammino sinodale. Ora questa Relatio torna nelle Chiese particolari e continua in quelle Chiese il lavoro di preghiera, riflessione e discussione fraterna al fine di preparare la prossima Assemblea. Questo è il Sinodo dei Vescovi. Lo affidiamo alla protezione della Vergine nostra Madre. Che Lei ci aiuti a seguire la volontà di Dio prendendo le decisioni pastorali che aiutino di più e meglio la famiglia. Vi chiedo di accompagnare questo percorso sinodale fino al prossimo Sinodo con la preghiera. Che il Signore ci illumini, ci faccia andare verso la maturità di quello che dobbiamo dire a tutte le Chiese come Sinodo. E su questo è importante la vostra preghiera. Grazie».