Papa Francesco: «Il cuore del cristiano cresce sulla roccia, che è Cristo e non si negozia»

Il Papa avverte i cristiani: «Anche la nostra vita può diventare come quella dei farisei: deboli nel cuore, duri e ingessati fuori. Chiediamo la grazia di sentirci peccatori»

Partendo dal Vangelo del giorno, papa Francesco ha parlato durante l’omelia della Messa a Casa Santa Marta della differenza che deve esserci tra i cristiani e i farisei. Ai farisei, spiega il Papa, «non interessava la verità», perché cercavano solo il loro interesse ed «erano senza consistenza, avevano un cuore senza consistenza. E così negoziavano tutto: negoziavano la libertà interiore, negoziavano la fede, negoziavano la patria, tutto, meno le apparenze. A loro importava uscire bene dalle situazioni, approfittavano delle situazioni».

CRISTO NON SI NEGOZIA. Apparentemente «erano forti», perché rispettavano le regole, «ma al di fuori. Erano ingessati. Il cuore era molto debole, non sapevano in cosa credevano. E per questo la loro vita era, la parte di fuori, tutta regolata, ma il cuore andava da una parte all’altra: un cuore debole e una pelle ingessata, forte, dura. Gesù al contrario, ci insegna che il cristiano deve avere il cuore forte, il cuore saldo, il cuore che cresce sulla roccia, che è Cristo, e poi nel modo di andare, andare con prudenza. È il modo di andare, ma non si negozia il cuore, non si negozia la roccia. La roccia è Cristo, non si negozia».

DIGIUNO EUCARISTICO. Paragonando i farisei a molti cristiani dei giorni nostri, papa Francesco ha parlato di quando «Pio XII ci liberò da quella croce tanto pesante che era il digiuno eucaristico»: «Alcuni di voi forse ricordano. Non si poteva neppure bere un goccio d’acqua. Neppure! E per lavarsi i denti, si doveva fare in modo che l’acqua non venisse ingoiata. Ma io stesso da ragazzo sono andato a confessarmi di aver fatto la comunione, perché credevo che un goccio d’acqua fosse andato dentro. È vero o no? È vero. Quando Pio XII ha cambiato la disciplina – “Ah, eresia! No! Ha toccato la disciplina della Chiesa!” – tanti farisei si sono scandalizzati. Tanti. Perché Pio XII aveva fatto come Gesù: ha visto il bisogno della gente. “Ma povera gente, con tanto caldo!”. Questi preti che dicevano tre Messe, l’ultima all’una, dopo mezzogiorno, in digiuno. La disciplina della Chiesa. E questi farisei erano così – “la nostra disciplina” – rigidi nella pelle, ma, come Gesù gli dice, “putrefatti nel cuore”, deboli, deboli fino alla putredine. Tenebrosi nel cuore».

IL PECCATO PUÒ SERVIRE. E poiché «anche la nostra vita può diventare così», a volte, continua il Papa, «quando vedo un cristiano, una cristiana così, col cuore debole, non fermo, non saldo sulla roccia – Gesù – e con tanta rigidità fuori, chiedo al Signore: “Ma Signore buttagli una buccia di banana davanti, perché faccia una bella scivolata, si vergogni di essere peccatore e così incontri Te, che Tu sei il Salvatore”. Eh, tante volte un peccato ci fa vergognare tanto e incontrare il Signore, che ci perdona, come questi ammalati che erano qui e andavano dal Signore per guarire».

«UN CUORE SEMPLICE». La grazia finale che papa Francesco ha chiesto nella sua omelia è che il «Signore ci dia un cuore sia semplice, luminoso con la verità che Lui ci dà, e così possiamo essere amabili, perdonatori, comprensivi con gli altri, di cuore ampio con la gente, misericordiosi. Mai condannare, mai condannare. Se tu hai voglia di condannare, condanna te stesso, che qualche motivo avrai, eh? Chiediamo al Signore la grazia di questa luce interiore, che ci convinca che la roccia è soltanto Lui e non tante storie che noi facciamo come cose importanti; e che Lui ci dica – Lui ci dica! – la strada, Lui ci accompagni nella strada, Lui ci allarghi il cuore, perché possano entrare i problemi di tanta gente e Lui ci dia una grazia che questa gente non aveva: la grazia di sentirci peccatori».