Papa Francesco agli sposi: «La misericordia è più forte del veleno del tentatore»

Il matrimonio, ha detto oggi il Papa, è «il cammino insieme di un uomo e di una donna, in cui l’uomo ha il compito di aiutare la moglie ad essere più donna, e la donna ha il compito di aiutare il marito ad essere più uomo»

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In occasione dell’odierna Festa dell’Esaltazione della Croce, Papa Francesco ha celebrato la Santa Messa con il rito del matrimonio. Il Pontefice ha paragonato il cammino di Israele nel deserto sotto la guida di Mosè a quello delle famiglie. «È incalcolabile la forza, la carica di umanità contenuta in una famiglia – ha detto il Papa –: l’aiuto reciproco, l’accompagnamento educativo, le relazioni che crescono con il crescere delle persone, la condivisione delle gioie e delle difficoltà… Le famiglie – ha aggiunto Francesco – sono il primo luogo in cui noi ci formiamo come persone e nello stesso tempo sono i “mattoni” per la costruzione della società».

I SERPENTI. Il cammino, però, ha rimarcato il Papa, è stancante e sovente si corre il rischio di avere la tentazione di tornare indietro. «Viene da pensare alle coppie di sposi che “non sopportano il viaggio” della vita coniugale e familiare – ha detto il Pontefice – . La fatica del cammino diventa una stanchezza interiore; perdono il gusto del Matrimonio, non attingono più l’acqua dalla fonte del Sacramento. La vita quotidiana diventa pesante, tante volte “nauseante”». Lo stesso è accaduto al popolo di Israele che chiede perdono e supplica Mosè di pregare il Signore di allontanare i serpenti velenosi, incontrati lungo il cammino dall’Egitto. Dio dà il rimedio: ordina a Mosè di costruire un serpente di bronzo e di appenderlo a un’asta: chiunque guarda il serpente di bronzo, viene guarito.

L’ANTIDOTO. «Dio non elimina i serpenti – ha spiegato il Papa – ma offre un “antidoto”: attraverso quel serpente di bronzo, fatto da Mosè, Dio trasmette la sua forza di guarigione, che è la sua misericordia, più forte del veleno del tentatore. Gesù, come abbiamo ascoltato nel Vangelo, si è identificato con questo simbolo», ha osservato il Papa. «Chi si affida a Gesù crocifisso riceve la misericordia di Dio che guarisce dal veleno mortale del peccato».
Scoraggiamento, infedeltà, regressione, abbandono minacciano il matrimonio, ma, se gli sposi si affidano a Cristo, vengono guariti con l’amore misericordioso che sgorga dalla sua Croce, con la forza di una grazia che rigenera e rimette in cammino. «L’amore di Gesù, che ha benedetto e consacrato l’unione degli sposi – ha proseguito il Pontefice – è in grado di mantenere il loro amore e di rinnovarlo quando umanamente si perde, si lacera, di esaurisce. L’amore di Cristo può restituire agli sposi la gioia di camminare insieme; perché questo è il matrimonio: il cammino insieme di un uomo e di una donna, in cui l’uomo ha il compito di aiutare la moglie ad essere più donna, e la donna ha il compito di aiutare il marito ad essere più uomo».  «È normale – ha concluso il Papa – che gli sposi litighino: è normale. Sempre si fa. Ma vi consiglio: mai finire la giornata senza fare la pace. Mai. È sufficiente un piccolo gesto. E così si continua a camminare».

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