Pansa: «Cara sinistra, cosa vuoi dare da mangiare ai disoccupati? La fedina penale di Berlusconi?»

I democratici devono fare «un bagno di verità». Senza l’intesa col Pdl, il Pd andrebbe incontro a una sconfitta. Meglio seguire Napolitano. Renzi? «Se un budino è buono lo si sa due giorni dopo»

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Che l’ex migliorista Giorgio Napolitano finisse per accettare un secondo mandato presidenziale, Giampaolo Pansa, l’aveva previsto, o meglio, auspicato. «Grazie a Dio, il parlamento l’ha votato in modo massiccio – spiega il giornalista a tempi.it – ora, c’è da sperare che i partiti non perdano la testa, specialmente il Partito democratico».
L’impressione, secondo il giornalista, è che ad averla persa, ben prima della disfatta delle elezioni quirinalizie, sia stato l’ex segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, cercando intese per il governo con il Movimento 5 Stelle, tutte respinte dai grillini.

IL PD NON HA SCELTA. «Sarebbe necessario un grande bagno di verità per i leader democratici. Tanto per cominciare dovranno spiegare ai propri elettori che al governo del Presidente non c’è scampo». Anche perché, riflette Pansa, «se questo tentativo di Napolitano fallisse, se si andasse alle elezioni in estate o in autunno, Berlusconi vincerebbe a mani basse, per mancanza di concorrenti». «Se i vertici del Pd scelgono di fare come Rosy Bindi, che si è comportata ultimamente come una specie di talebana, osteggiando a prescindere le convergenze parlamentari, sarebbe una catastrofe». Meglio seguire i suggerimenti di un uomo «realista, attento e puntiglioso come Napolitano» avverte Pansa. «Se il Pd si ritrae davanti alla possibilità offerta da Napolitano, non ha futuro».

MALE DIVIDERSI SU BERLUSCONI. Quanto può reggere un governo del Presidente, sostenuto dal centrodestra e da una sinistra anti-berlusconiana sempre più disgregata, con il fantasma incombente dei processi giudiziari del Cavaliere? Per Pansa, la domanda da fare è un’altra: «Cosa diamo da mangiare a disoccupati, famiglie e giovani? La fedina penale e morale del Cavaliere? Quella dell’ormai ex segretario del Pd, che aveva a capo della segreteria politica Filippo Penati?». «Il male politico italiano, in questi anni – prosegue il giornalista – è stato dividersi su Berlusconi e, in generale, sulle moralità pubbliche e private degli uomini di governo».«Ma anche se Berlusconi fosse condannato non spariranno i milioni di elettori di centrodestra, né i problemi del paese».

RENZI, UN RIMEDIO? «Da cinquant’anni faccio il giornalista e, sarò scettico, ma penso che sotto le lenzuola dei partiti troveremo sempre del marcio. E allora che si fa? Ci si arrende alle sofferenze morali? O, se necessario, visti i tempi eccezionali, si cerca un’intesa?».
Il problema è che all’antiberlusconismo maniacale della base di centrosinistra, non c’è rimedio. Secondo il giornalista, «il Pd ha allevato i suoi elettori allo stesso modo di un padre di famiglia che alleva i figli convincendoli che i bambini di pelle bianca sono diversi da quelli di pelle nera».
Forse con Matteo Renzi alla guida del Pd, la sinistra troverebbe una medicina, prosegue. «Però vale la pena ricordare un vecchio proverbio delle massaie britanniche – conclude Pansa – “la prova che il budino è buono si ha due giorni dopo averlo mangiato”».

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