Pakistan, violenza contro le minoranze religiose: 583 persone uccise nel 2012

Altre 853 sono rimaste ferite in 213 episodi verificatisi in tutto il Paese

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tratto dall’Osservatore romano – ISLAMABAD, 27. Cinquecentottantatré persone sono state uccise e 853 ferite in 213 episodi di attentati o scontri settari avvenuti in Pakistan nel corso del 2012. È quanto emerge dal nuovo Rapporto sullo stato dei diritti umani nel Paese, pubblicato dalla “Human Rights Commission of Pakistan” (Hrcp), una delle ong più note e diffuse a livello capillare. In tali episodi ben venti cittadini ahmadi (considerati una setta eretica dai musulmani) sono stati uccisi a causa della loro identità religiosa, mentre a Karachi sei chiese cristiane sono state attaccate.

«Un’intolleranza pervasiva è ampiamente tollerata in Pakistan» afferma il Rapporto, che documenta le gravi violazioni dei diritti umani, mettendo in luce alcuni punti chiave che toccano la vita delle minoranze religiose. Secondo il testo, riportato dall’agenzia Fides, «violenza e persecuzione delle minoranze etniche e religiose sono continuate nel 2012, mentre si sono registrati piccoli sforzi per assicurare i colpevoli alla giustizia». Un capitolo del rapporto è dedicato alla questione della riforma della legge sulla blasfemia, invocata da molti, ma che «è stata lasciata intatta».

Si è registrato un preoccupante «immobilismo politico»: gli interventi legislativi programmati per migliorare la vita delle minoranze — denuncia il testo — sono stati accantonati. L’anno scorso, 23 accuse di blasfemia sono state registrate contro i musulmani, otto contro i cristiani e cinque contro gli ahmadi. Il rapporto della Hrcp invoca l’ab olizione dell’attuale legge sulla blasfemia e raccomanda che i casi siano di competenza dell’Alta corte, non dei tribunali di primo grado, considerati più sensibili alle pressioni dei gruppi estremisti. Inoltre, molti avvocati difensori sembrano restii ad assumere l’incarico per paura di ritorsioni. Il rapporto pone lo sguardo anche sulla situazione della provincia del Beluchistan, che resta instabile, affermando che tra il 2008 e il 2012 sono stati uccisi 758 membri della comunità sciita e, nel solo 2012, cento sciiti h a z a ra . La violenza etnica e settaria è molto diffusa a Karachi — sottolinea il testo — dove lo scorso anno, 2.284 persone sono morte in scontri etnici, confessionali o di matrice politica e sono stati uccisi 356 attivisti politici.

A conferma di quanto sottolineato dal rapporto della Hrcp, giunge la dichiarazione di monsignor Max John Rodrigues, vescovo di Hyderabad, che ha espresso la sua preoccupazione e la sua solidarietà per una famiglia cattolica del villaggio Padri Jo Goth, nel distretto di Sanghar, nella provincia pakistana del Sindhdi, vittima di molestie e minacce. Fra i membri della famiglia, oggi in pericolo, c’è anche suor Marie Khurshid, responsabile dell’ospedale cattolico Santa Teresa a Mirpurkhas. La religiosa è la zia di una infermiera cattolica, Nazia Masih, finita nel mirino di un musulmano locale, un proprietario terriero che ha tentato di rapirla, sposarla e convertirla all’islam. Nazie e suor Marie, che si sono fermamente opposte, sono ora sotto continua minaccia.

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