Pakistan. I libri di testo «non dicono di uccidere i cristiani, ma educano all’odio e così giustificano le violenze»

Intervista a Cecil Chaudhry, direttore della Commissione nazionale giustizia e pace, che smentisce la notizia secondo cui a scuola si incita esplicitamente all’uccisione dei cristiani

«In nessun libro di testo pakistano c’è scritto che è lecito uccidere i cristiani, anche se di fatto le violenze vengono giustificate in altro modo». Così Cecil Chaudhry, attualmente direttore della Commissione nazionale giustizia e pace (Ncjp) della Conferenza episcopale pakistana, smentisce a tempi.it la notizia diffusa da Memri secondo cui in alcuni libri di testo l’uccisione dei cristiani viene considerata come un «obiettivo formativo».

CRISTIANI NEMICI DEI MUSULMANI. Il direttore di Ncjp sottolinea però che «la minoranza cristiana viene continuamente discriminata nei libri di testo adottati a scuola. Spesso i cristiani vengono definiti come “infedeli” e considerati come nemici della patria pakistana e nemici dei musulmani». In questo senso «le violenze contro i cristiani vengono in qualche modo giustificate e alimentate».

EDUCAZIONE ALL’ODIO. Secondo Chaudhry, «molte volte gli insegnanti cancellano volontariamente le parti dei libri dove si parla del contributo delle minoranze, compresa quella cristiana, alla costruzione del Pakistan e affermano invece, contrariamente a quanto avvenuto, che i cristiani e gli indù si sono opposti alla creazione del Pakistan».
Inoltre, «saltano i paragrafi dei libri dove si spiega l’importanza delle opere cristiane nel settore dell’educazione e della sanità». Questo fa sì che i pakistani «imparino a scuola ad avere un giudizio negativo dei cristiani fin dalla più giovane età».

«INFEDELI E DHIMMI». Come dichiarato a tempi.it dall’arcivescovo di Karachi Joseph Coutts, «in Pakistan noi cristiani siamo discriminati in modo costante. Il problema è che i musulmani, anche se non lo dicono, ci vedono ancora come “dhimmi”, cioè i non musulmani, inferiori, che devono pagare una tassa allo Stato per essere protetti. Oggi i cristiani sono considerati infedeli e per questo minacciati dagli estremisti, che non vogliono la democrazia ma trasformare il Pakistan in uno Stato islamico».