C’è ancora speranza in Pakistan: attivista musulmano salva la vita a uno spazzino cristiano accusato ingiustamente di blasfemia

Mansha Masih è stato accusato di aver strappato e spazzato via alcuni fogli del Corano. Il giovane attivista islamico Farhan Sadiq ha dimostrato la sua innocenza, salvandolo dalla folla che voleva ucciderlo

Nel Pakistan dove accade che un padre guidi una folla di musulmani nella lapidazione fino alla morte della figlia, colpevole di aver sposato l’uomo che amava, ci sono anche segnali di speranza. Un attivista islamico ha salvato un cristiano di Faisalabad da false accuse di blasfemia, impedendo che la folla lo linciasse in piazza.

FALSE ACCUSE. Lo scorso 22 maggio, riporta AsiaNews, il cristiano Mansha Masih, che lavora come spazzino da 15 anni, è stato accusato di blasfemia da un musulmano di nome Billu per aver profanato il Corano, spazzando dalla strada alcune pagine del libro sacro. Uscito dalla sua abitazione per insultarlo, il giovane islamico ha cominciato a malmenare Masih.

SALVATO DA UN MUSULMANO. Farhan Sadiq, attivista musulmano di 26 anni, giornalista e membro del Human Rights Defenders Network, è intervenuto bloccando Billu e portando il cristiano a casa sua. In seguito ha fatto una rapida indagine sul presunto caso di blasfemia, scoprendo che i fogli del Corano erano stati strappati non dal cristiano ma da due studenti della zona, che non volendo andare in moschea, hanno strappato e incendiato libri contenenti versetti del Corano come forma di protesta.

CRISTIANI PERSEGUITATI. Poiché la comunità musulmana era pronta a linciare e punire per la blasfemia Mansha Masih, l’attivista musulmano prima ha costretto i due ragazzi a confessare la malefatta, poi è riuscito a calmare la folla inferocita che voleva comunque uccidere il cristiano.
L’intervento di Farhan Sadiq a difesa di un cristiano dimostra che c’è ancora speranza in Pakistan, un paese dove gli abusi della legge sulla blasfemia colpiscono spesso in modo pretestuoso ma letale le minoranze, soprattutto i cristiani, come il caso di Asia Bibi dimostra ogni giorno che passa.