Il ricorso dell’ex ministro finlandese alla Cedu contro la censura delle sue idee su matrimonio e omosessualità offre la chance per dimostrare che Vance si sbagliava a proposito dell’Europa. O no?
Päivi Räsänen (foto Adf International)
L’ex ministro dell’Interno finlandese Päivi Räsänen farà dunque ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo contro la sentenza della Corte suprema di Helsinki del marzo scorso che l’ha riconosciuta colpevole di “incitamento all’odio” per aver scritto quel che pensa, da cristiana luterana, su matrimonio e omosessualità.
La decisione – ufficializzata ormai qualche giorno fa – era attesa dopo che la parlamentare cristianodemocratica è stata condannata insieme al vescovo Juhana Pohjola e alla Suomen Luther-säätiö (Fondazione Lutero Finlandia) per «avere reso e mantenuto disponibile al pubblico opinioni che insultano gli omosessuali come gruppo sulla base del loro orientamento sessuale». Il “corpo del reato” sarebbe un opuscolo pubblicato nel 2004 con il titolo Maschio e femmina li creò; la pena, “soltanto” la censura di alcune frasi e un’ammenda di qualche migliaio di euro, sebbene la legge finlandese preveda fino a due anni di carcere per l’hate speech, e questo perché i giudici hann...
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