L’orfanotrofio delle suore e gli 800 bambini gettati nella fossa comune. Altre voci confermano: «Una bufala»

Irlanda. Un docente di archeologia scrive: si scavavano fosse per più feretri, venivano coperte con una lapide, molti ospedali le avevano per i bimbi nati morti. E Forbes incalza: «La storia è tutta una bufala»

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irlanda_scoperta_fossa_con_800_corpi_sono_i_bambini_sepolti_dalle_suor-330-0-404518«Devono essere alquanto sospettosi i giornali per usare la parola “septic tank” (fossa biologica, nda) per descrivere la struttura che conteneva i bambini sepolti presso la St. Mary home di Tuam». Per Finbar McCormick, docente di archeologia e palaecologia della Queens University di Belfast, la realtà sulla fossa comune in cui sarebbero contenuti i quasi 800 bambini morti tra il ’25 e il ’61 nell’orfanotrofio della contea di Galway è ben diversa da come è stata descritta fino ad oggi, e una sua lettera all’Irish Times spiega il perché. «Per come è stata descritta, la struttura sembra più una cripta sepolcrale, un metodo di sepoltura comune usato nel recente passato e ancora in uso in molte parti d’Europa». Era pratica comune nel 19esimo secolo scavare fosse irrobustite poi con mattoni, ricoperte da una grande lastra talvolta coperta, a sua volta, da una lapide. «La pietra poteva essere rimossa temporaneamente per permettere l’aggiunta di ulteriori bare alla fossa. Questo genere di tombe sono ancora in uso in alcuni paesi del Mediterraneo. Ne ho viste di simili, di recente, nel cimitero di una chiesa in Croazia».

FOSSE COMUNI NEGLI OSPEDALI IRLANDESI. La lettera del docente di Belfast diventa l’ultimo dettaglio di una settimana turbolenta sulla vicenda dell’orfanotrofio di Tuam, dove troppo in fretta si è collegata la scoperta nel 1975 di alcune ossa in una fossa appena fuori la struttura delle suore alla ricerca della storica Catherine Corless, che ha appurato la morte, per varie malattie, di tutti quei bambini durante il Novecento. Domenica, la stessa ricercatrice diceva di non aver mai detto che i piccoli sarebbero stati seppelliti nella fossa biologica. Alla sua voce si aggiunge quella di McCormick: molti ospedali irlandesi avevano un luogo comune di sepoltura per bambini nati morti o deceduti poco dopo il parto. «Questi erano, tavolta, in un cimitero limitrofo, ma più spesso in un’area apposta nei terreni dell’ospedale». Solo di recente si è affermata la tradizione di “restituire” i feretri dei bambini ai genitori, perché li seppellissero in sepolcri familiari. «Finché non si dà prova che sia diverso, la struttura di sepoltura di Tuam va descritta come una cripta sepolcrale comune».

PER FORBES LA STORIA È HOAX, UNA BUFALA. A riprendere la lettera del docente è stato anche un articolo di Forbes, che l’altro giorno spiegava come la storia dei «bambini gettati in una fossa biologica» fosse “hoax”, una bufala. Non ci è andato leggero Eamonn Fingleton, che ha fatto vedere come la vicenda di Tuam «tradisca un grado di cinismo e irresponsabilità» del giornalismo contemporaneo. Perché sul trattamento che la società irlandese e britannica riservava alle ragazze madri si può dire tutto quello che si vuole, ma sulla morte di così tanti bambini bisogna essere onesti e guardare alla realtà, cosa che in pochi hanno fatto: «Gran parte del problema sembra stare nella grande povertà dell’epoca. Essendo così disperatamente sottofinanziati, gli orfanotrofi irlandesi erano sovraffollati, il che significa che quando un bambino prendeva un’infezione, tutti gli altri la contraevano». C’è stato chi (un articolo dell’Irish Independent) ha paragonato i bambini morti a Tuam alle vittime dell’olocausto nazista, del Rwanda o di Srebrenica, «dove la gente veniva fatta fuori poiché erano “scum”», feccia. Ma è difficile credere, continua Fingleton, che le suore non avessero fatto il possibile per aiutare i bambini in questi casi, per quanto potessero «avere un atteggiamento altamente puritano di fronte alle “fallen women” (le ragazze madri)».

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