Nel 2028 a Utrecht resteranno «se va bene» 20 parrocchie. Nel 2014 erano 232

Il declino della Chiesa cattolica olandese è spaventoso. Le parole del cardinale Wim Eijk: «Sono costretto a chiudere le chiese». Mancano fedeli e fondi

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Nel giro di dieci anni, all’interno dell’arcidiocesi di Utrecht, in Olanda, la più grande di tutta l’Olanda, solo in 15 chiese su 280 si continuerà a celebrare la Messa. La diminuzione progressiva dei fedeli praticanti e la mancanza di fondi costringerà infatti l’arcidiocesi ad accorpare le parrocchie, lasciandone al massimo 20. Il declino è evidente: nel 1950 le parrocchie erano 377, nel 2014 232. Molte chiese, inoltre, saranno chiuse perché la manutenzione è troppo costosa.

DECLINO DRAMMATICO. Il fosco scenario è stato prospettato dal responsabile della diocesi, il cardinale Wim Eijk, al quotidiano locale De Gelderlander in un’intervista dai toni drammatici. Secondo l’arcivescovo di Utrecht, una parrocchia su dieci nella diocesi è in bancarotta, una su dieci è in buona salute finanziaria, mentre otto su dieci si trovano nel mezzo tra questi due opposti. I problemi che hanno portato a un simile declino sono diversi: l’invecchiamento generale della popolazione olandese, e quindi anche di quella di fede cattolica, la diminuzione della partecipazione settimanale alla Messa (si parla di una riduzione annuale del 5%) e il minor sostegno finanziario offerto da chi partecipa.

LA SCOMPARSA DEI FEDELI. Secondo il Nijmegen institute Kaski appena 173.500 cattolici su 3,5 milioni sono praticanti in Olanda. A detta di Eijk, «non sono io che chiudo le chiese, né chi partecipa alla Messa», il problema è rappresentato da «chi non pratica più e non contribuisce più economicamente». L’arcivescovo nel 2014 aveva già prospettato l’accorpamento delle parrocchie e la chiusura delle chiese entro il 2028, ora però ha ulteriormente peggiorato le sue previsioni.

«LA CULTURA È CONTRO DI NOI». Il cardinale, l’ecclesiastico maggiormente di spicco della Chiesa olandese, spiega che «mi piacerebbe molto far tornare gli olandesi a credere. Ma non è così facile. Tutta la cultura è contro di noi, nella società impera l’iperindividualismo». Il problema non è «la scienza o la teoria dell’evoluzionismo», che non è affatto «in contrasto con l’idea che ci sia un Creatore», ma il benessere che ha cambiato «la filosofia di vita delle persone».

«MI SI LACERA L’ANIMA». A causa della chiusura delle chiese, «molti anziani in piccole città sono costretti a spostarsi per andare a Messa e si lamentano. Ogni volta che devo prendere la decisione di chiudere una chiesa mi si lacera l’anima. Ma non posso fare altrimenti. Spesso i costi di manutenzione dei luoghi di culto sono semplicemente troppo alti».
Già nel 2014 il cardinale aveva predetto la drastica diminuzione delle parrocchie entro il 2028 ma «ora molti sacerdoti mi dicono: “Eminenza, è stato troppo ottimista”. Forse nel 2028, quando avrò 75 anni e dovrò consegnare la lettera di dimissioni al Papa, ne resteranno otto o dieci. Vorrei gridare dai tetti quanto è bello essere amati da Dio, ma molte persone non ascoltano».

Foto Ansa

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