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Olanda. Crescono i numeri dell’eutanasia, grazie anche alla “dolce morte a domicilio”

agosto 11, 2015 Benedetta Frigerio

Una clinica lancia un appello per reclutare medici che si mettano a disposizione per “alleviare le sofferenze” dei malati non terminali

obitorio-eutanasia-shutterstock

Il numero degli olandesi che chiedono l’eutanasia alla clinica Levenseindekliniek è duplicato in un solo anno. Nei primi sei mesi del 2015 le persone uccise con l’aiuto della clinica sono già quasi pari a quelle morte in tutto il 2014: da gennaio a giugno hanno ottenuto di morire 49 malati di tumore, contro i 53 dell’anno passato. Inoltre, fra coloro che hanno richiesto l’eutanasia non ci sono solo malati terminali ma persone fisicamente sane con problemi mentali. Tra queste si contano 19 casi di eutanasia, uno in più rispetto ai 18 del 2014.

LA CAMPAGNA. In Olanda, dove già si contano circa 5 mila casi di morte procurata all’anno, la pressione sui pazienti sta dunque crescendo a causa della Levenseindekliniek, aperta nel 2012 per semplificare l’accesso alla pratica, specialmente ai pazienti non terminali. La clinica infatti è sorta proprio per le persone che non rientrano nelle categorie per cui la pratica è ammessa (specialmente malati di mente, dementi e anziani) e che vengono raggiunte a domicilio da 40 squadre mobili, tutte fornite di esperti legali in grado di aggirare la legge. La stessa clinica ha dichiarato in un comunicato di lavorare per gli “esclusi”, dato che «i malati di cancro, fra tutte le persone che richiedono l’eutanasia, sono quelli che invece hanno le migliori possibilità di ottenerla dal loro medico di famiglia». Grazie alla campagna della clinica dunque «cresce il numero delle perizie psichiatriche (più medici e infermieri psichiatrici hanno già aderito ai team) in combinazione con i massimi sforzi da parte della Levenseindekliniek».

UN APPELLO ESTIVO. La clinica ha lanciato un appello per reclutare medici che pratichino l’eutanasia a domicilio, spiegando che «la quantità di richieste di emergenza durante le vacanze è maggiore. E ciò mette grande pressione all’organizzazione: dobbiamo prendere la decisione di organizzare le eutanasie d’emergenza, fatto che mette alla prova tutti i nostri lavoratori, i quali devono fare del loro meglio per soddisfare i criteri».
Nel comunicato si parla chiaramente dei pazienti psichiatrici che devono «aspettare troppo a lungo per essere aiutati», motivo per cui occorre «rafforzare le squadre», al fine di ottenere una lista d’attesa «accettabile». Così, nonostante la commissione di vigilanza per l’applicazione della legge abbia più volte accusato la Levenseindekliniek per non aver rispettato pienamente i criteri legali, le morti sono comunque in aumento.


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12 Commenti

  1. Iskandar92 says:

    E poi c’è qualcuno che si lamenta dei “furgoni della morte” in Cina! Guardate qui: lo stato che si disfa dei propri cittadini sterminandoli dopo averli convinti a “levarsi gentilmente di torno” perché le loro sono vite “non degne di essere vissute”. Un anno fa circa l’Olanda aveva annunciato che non si poteva più permettere il welfare state e che quindi bisognava smantellarlo. Tanto l’Olanda attira gente da tutto il mondo e guai a discriminare autoctono e straniero! Ma non siamo interscambiabili: se un futuro in Olanda la maggior parte della popolazione sarà, per fare esempio, afghana non sarà più l’Olanda delle “olandesine” come le abbiamo conosciute finora, saranno olandesini bellissime sicuramente ma leggermente più coperte… a maggior ragione perché qui perché giustamente c’è la libertà di religione, coscienza ecc e ed essendoci pure la democrazia le leggi comprese le costituzioni le scrivono la maggioranza… sono discorsi di base, dati di fatto nome valgono ovviamente anche per l’Italia. I nostri politici parlano di integrazione ma ormai il tema è “chi si sta integrando no o loro”? A chi si rivolgono veramente i politici quando dicono che ci vuole più integrazione?
    L’ovvio è ormai rivoluzionari e pensare al futuro che attende il nostro continente e il nostro paese lungo la via crucis senza redenzione che sta percorrendo mi riempie il cuore di sconforto anche perché spero viverci ancora qualche decina di anni e intuisco la prospettiva di chi, giunto magari sulla soglia del secolo gli interessa poco delle conseguenze profonde delle sue azioni.
    Nelle lande del Nord la passione, se mai è esistita, si è congelata in un individualismo libertario e anarchico. Quello che mi preoccupano di più sono gli italiani che magnificano i paesi nordici come la terra promessa, Olanda, l’immancabile Svezia Finlandia (dove ora che pagano la gente perché sia contenta anche se non lavora visto che un lavoro non sanno darglielo fanno elemosina e si creano una bella schiera di schiavi dello Stato da usare un domani in lavori gratuiti stile URSS) ecc ecc…
    Il suicidio degli europei è una cosa tristissima: eutanasia, fine delle nascite, aborto, sostituzione etnica, islamizzazione, povertà, droga, smantellamento dello Stato e della sovranità e con esso delle culture e nazioni che l’hanno prodotto… tutte facce della stessa medaglia “sottomissione”!

  2. SUSANNA ROLLI says:

    Il quinto dice : NON UCCIDERE.
    secondo me chi fa richiesta di eutanasia è già morto, dentro..E non ha saputo trovare mani tese senza siringa con veleno incluso…
    Non si può dire che oggi non esistono medicinali che addormentano il dolore; esistono, però, purtroppo, non ci sono medicinali per l’anima, non li creeranno mai..

  3. Domi says:

    Penso che ognuno abbia il diritto di decidere della propria vita, anche di metterle fine, se ritiene di non poterla o di non volerla più vivere. Non spetta a nessuno giudicare chi compie questa scelta drammatica. Nessuno può conoscere la sofferenza di chi non vede più alcun futuro davanti a sé perché nessuno vive la sofferenza di quella persona sulla propria pelle. Di fronte a drammi umani come questi si può solo tacere.

    • Giovanna says:

      E perché non taci, multi troll horror ?

    • To.ni says:

      Parli di un suicidio comunemente inteso o di un sistema statale che organizzi degli esperti assassini, con tanto di titolo, per svolgere un servizio pubblico?
      Nel primo caso credo che valga il tuo “che ognuno abbia il diritto di decidere della propria vita, anche di metterle fine, se ritiene di non poterla o di non volerla più vivere” . Nel secondo caso no perché si tratta di creare una amministrazione pubblica di assassini da una parta e dall’altra l’esposizione legittimata dei più deboli all’arbitrio di altri. In questo caso, di fronte a questa finta e comoda pietà , esiste il diritto di tutti a dire no.

      • Emanuele says:

        …giusto, in questi casi consiglio sempre un exit Bag (cercare su Google), pratico, pulito, indolore, economico. Non vedo perché si debba mettere lo stato a fare questo servizio…

        Anche perché qualcuno resterebbe sempre scontento: terminali Sì, meno gravi no; depressi sì, iperattivi no; tetraplegici sì, paraplegici no… insomma meglio fare da sé, quando uno vuole.

    • Sebastiano says:

      “Non spetta a nessuno giudicare chi compie questa scelta drammatica”

      Infatti qui si sta giudicando di chi, fottendosene del dolore di questi poveracci, cerca la scorciatoia più facile per non ascoltare le loro grida di aiuto, suggerendo di portargli la siringhetta a domicilio.

      “Di fronte a drammi umani come questi si può solo tacere”

      E dove c’è scritto? E’ vero semmai il contrario: occorre gridare che hanno bisogno di aiuto, e occorre dargliene il più possibile. Il tacere assomiglia assai al turarsi le orecchie.

      “nessuno vive la sofferenza di quella persona sulla propria pelle”

      Frase quantomeno banalotta: vale persino per il mal di denti o per le coliche renali. E allora?

      • Emanuele says:

        …sai sono i nuovi principi morali, perché quelli vecchi non andavano bene: troppo antiquati, troppo bigotti. Poi sempre quegli accenni al divino… insopportabili!

        Il nuovo motto è “Live and let die”… se tuo cognato si vuol spa.rare in testa, che problema c’è? Se l’ha deciso lui, allora è tutto ok…

        Chiamiamo le cose come stanno: indivialismo ed egoismo… farebbero più bella figura… Ed invece no, i brutti e cattivi siamo noi perché osiamo insinuare il dubbio che forse un malato o addirittura un depresso, se lasciato solo, se bombardato di messaggi su pesi sociali, welfare insostenibile (…poi se le tasse le rubano, pace), magari l’idea di farla finita gli viene… e ma noi siamo insensibili. Forse pensano che veniamo da Marte o chissà dove… perché qualcuno può dire di non aver sperimentato malattie di parenti ed amici? Via… Invece loro hanno sperimentato tutto: malattie, aborti, umiliazioni di ogni tipo, diritti negati, discriminazione, forse anche la morte. .. così possono sempre pontificare: ” voi non capite”, “voi siete insensibili”, etc…

  4. Antonio says:

    Questi sono ancora peggio di Hitler, a lui non era venuto in mente lo sterminio a domicilio.

    • Emanuele says:

      …è il progresso, caro mio… il progresso a cui anelano Xyzkw, Tony, etc. Tutti morti, felici e contenti.

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