Obama piange per le armi da fuoco, ma le sue “sparate” sono a salve

I maggiori controlli annunciati dal presidente Usa sono nella maggior parte dei casi già previsti. Il problema, al massimo, è farli rispettare sempre

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Barack Obama ha inaugurato con un pianto e una decisione che farà discutere il paese il suo ultimo anno alla presidenza degli Stati Uniti. Scavalcando il Congresso, il 5 gennaio ha annunciato nuove azioni esecutive per aumentare i controlli sulla vendita delle armi da fuoco. Queste, ha detto, «fanno più di 30 mila vittime all’anno in America. Non possiamo più aspettare». Ecco perché Obama ha promesso, oltre a più verifiche sulla storia giudiziaria e sanitaria degli acquirenti, anche l’assunzione di 230 nuovi agenti esaminatori.

CAMBIERÀ POCO. Il tema è molto complesso e sentito negli Stati Uniti, visto che il secondo emendamento, quello sulla libertà di difesa, autorizza i cittadini americani a possedere armi. Come spiega un rapporto dell’Associated Press, però, gli annunci di Obama sono meno importanti di quanto sembrino visto che cambieranno poco dal punto di vista pratico.

CONTROLLI E LICENZE. Il presidente Usa si è scagliato contro i venditori di armi online, colpevoli di non controllare le persone a cui vendono pistole e fucili, tanto che «un pregiudicato può comprare su internet senza controlli». In realtà, spiega l’Ap, la legge prevede già che i venditori dotati di licenza federale controllino gli acquirenti, a prescindere dal mezzo usato per comprare le armi (negozio, internet, fiera). Anche quando la compravendita viene effettuata su internet tra privati di Stati diversi i venditori dotati di licenza devono intervenire. Un pregiudicato, inoltre, contrariamente a quanto dichiarato da Obama, non può comprare armi in nessun caso. Il problema è che la legge spesso viene evasa, ma per risolvere questo problema ribadire le regole non è sufficiente.

RAPIDA DENUNCIA. Anche quando Obama promette che «i fornitori di armi saranno obbligati a comunicare prontamente quando un’arma viene persa o rubata», resta volutamente sul vago. Oggi i fornitori sono già obbligati dalla legge a riportare un furto o smarrimento di arma entro un massimo di 48 ore. Il presidente non ha specificato se e quanto vuole ridurre questo periodo di avviso e come intende raggiungere un miglioramento in questo senso.

DEFINIZIONI VAGHE. Sul banco degli imputati sono stati messi soprattutto gli acquisti tramite internet. Obama, infatti, ha ripetuto più volte che «chiunque si trovi nel business della vendita di armi deve avere una licenza, sia che venda su internet o a una fiera». Questa definizione è vaga perché la legge permette ai privati di vendere occasionalmente armi appartenenti alla propria collezione, mentre richiede la licenza per chi è nel “business” della compravendita, ovvero chi lo fa «ripetutamente» per «trarne un profitto». La legge però non specifica quante armi bisogna vendere per essere considerati nel “business”. Neanche Obama l’ha fatto, salvo aggiungere che devono essere considerati venditori tutti coloro che lo fanno principalmente «per profitto».

DIRITTI COSTITUZIONALI. Infine, fa notare l’Ap, il presidente Usa punta sull’emotività per sostenere la sua decisione, affermando che «anche dopo la strage di San Bernardino (14 vittime, ndr) il Congresso si è rifiutato di rendere più difficile comprare armi semi automatiche a chi non può neanche salire su un aereo perché è sospettato di essere un terrorista». Come fa notare l’agenzia di stampa americana, è normale che sia più difficile impedire di comprare un’arma che impedire di salire su un aereo, perché nel primo caso si tratta di un diritto garantito dalla Costituzione, nel secondo no. Quello di Obama, dunque, rischia di essere un annuncio che fa molto bene alla sua immagine (e alla sua legacy) e poco al resto del paese.

Foto Ansa/Ap


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