Il giapponese Tanaka, ex direttore dell’Iea, sgrida i tedeschi: sbagliato mollare il nucleare per Fukushima

L’atomo costa meno, inquina meno e garantisce l’approvvigionamento. L’ex direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia: Berlino non spenga le centrali

Giapponese, direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia fino al 2011 e attualmente in forze all’Istituto per l’Economia dell’energia di Tokyo, il 63enne Nobuo Tanaka non ha dubbi: la scelta della Germania di abbandonare il nucleare, seguita all’incidente di Fukushima, è sbagliata. Lo ha detto chiaro e tondo in una intervista al quotidiano Die Zeit.

«I VICINI CE L’HANNO». La decisione di Berlino di spegnere tutte le centrali nucleari entro il 2022 «sicuramente non è al cento per cento sensata», dice Tanaka a Die Zeit. Innanzitutto perché «la Francia e la Repubblica Ceca, diretti vicini della Germania, hanno ancora centrali atomiche in servizio. Se dovesse succedere qualcosa là, sarebbero colpiti anche i cittadini tedeschi, però a voi mancherebbe il know-how necessario a reagire alla catastrofe».

«L’ATOMO CONVIENE». Ma non è questo l’unico argomento contro la svolta tedesca, secondo Tanaka, né il più importante. Perché per esempio – gli domanda il giornalista – il Giappone è intenzionato a ricollegare le centrali nucleari alla rete nonostante la catastrofe di Fukushima? «Se abbandonasse l’atomo – spiega Tanaka – il Giappone dovrebbe importare ancor più energia di adesso, e ovviamente a prezzi ben più alti. Per la Germania è più facile, è collegata meglio, sia politicamente che alle reti energetiche». Ed è vero che in ogni caso «l’energia atomica diventerà più cara a causa degli investimenti in sicurezza resi necessari dall’incidente di Fukushima». Tutto ciò, però, non basta a giustificare una chiusura totale all’atomica. Anche perché, prevede Tanaka «l’energia in futuro sarà più cara in generale, visto che la domanda cresce». E poi i costi della messa in sicurezza delle centrali nucleari «non sono comunque alti quanto le alternative: anche investire sulle fonti rinnovabili richiede denaro. I costi di importazione di petrolio e gas potrebbero addirittura diventare altissimi. E il carbone a sua volta costa, perché bisogna pagare per bilanciare le emissioni di Co2». Insomma, «con il nucleare l’energia sarebbe più conveniente».

OCCHIO ALLE EMISSIONI. Per di più, aggiunge l’ex direttore dell’Iea «l’expertise tedesco in campo nucleare è molto richiesto, sarebbe un peccato se l’Europa dovesse perderlo». Senza dimenticare che «l’energia atomica è importante per garantire l’approvvigionamento. Chi lo sa cosa potrebbe succedere se scoppiasse una crisi nello Stretto di Hormuz che facesse schizzare il prezzo del petrolio?». Inoltre, continua Tanaka, «la Germania deve tenere sotto controllo il suo bilancio di Co2. Già adesso emette più di prima perché ricava più energia dal carbone. E le emissioni da combustione di carbone sono molto più dannose per la salute rispetto alla produzione nucleare».

«PIÙ SICUREZZA È POSSIBILE». Naturalmente è sbagliato ignorare la volontà della popolazione, chiarisce l’intervistato commentando il fatto che secondo i sondaggi anche la maggioranza dei giapponesi, dopo Fukushima, si è schierata contro l’atomo. Ma secondo Tanaka «la gente si preoccupa per la sicurezza e noi quindi dobbiamo trovare il modo di rendere l’energia atomica più sicura. Questo, però, è possibile. Io ero e resto un sostenitore del nucleare».