Nord Corea. Kim Jong-un dichiara guerra a minigonne e balli «provocanti»

L’indumento e le movenze tipiche dei gruppi musicali k-pop sudcoreani rientrano tra i «comportanti anti-socialisti» messi al bando dal regime

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Mentre Corea del Nord e Stati Uniti, dopo lo storico vertice di Singapore, continuano a parlare di «completa denuclearizzazione», che secondo esperti richiederebbe almeno dieci anni e costerebbe svariate decine di miliardi di dollari, Kim Jong-un porta avanti in patria la sua battaglia contro «gli attacchi violenti delle ideologie straniere».

DISCIPLINA IDEOLOGICA. Secondo fonti interne al paese riportate dai quotidiani sudcoreani, la guerra del dittatore alle «influenze capitaliste» continua senza sosta. «Dopo che Kim a dicembre ha dichiarato guerra ai comportamenti anti-socialisti, la repressione è stata rafforzata. Ora ci sono giri di vite mensili su chi viola la disciplina ideologica veicolata dai media statali».

GUERRA ALLA MINIGONNA. Sono soprattutto due i comportamenti anti-socialisti da colpire per la nuova propaganda: le minigonne e i «balli provocanti». Le donne che indossano la gonna sopra il ginocchio ricevono una multa di 5.000 won. Ugualmente vietati sono gli indumenti con decorazioni floreali e le magliette che contengono scritte in inglese.

ATTI ANTI-SOCIALISTI. Gli atti anti-socialisti includono ovviamente le critiche al governo, il possesso di telefoni cellulari non autorizzati e la visione di film sudcoreani. Vietati anche l’ascolto di musica pop e i balli provocanti: «Balli provocanti sono considerate le mosse che si vedono nei filmati dei gruppi K-pop idolatrati dai ragazzi sudcoreani», spiega una fonte interna al paese. «Stanno diventando di moda a Pyongyang e molti giovani hanno cominciato ad imitarli». Ma bisogna stare attenti, perché chi viene scoperto «è spesso condannato direttamente senza processo».

Foto Flickr

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