Nord Corea. Media ammettono: «Kim Il-sung non poteva teletrasportarsi»

Per la prima volta i giornali di regime negano ufficialmente che il padre della patria fosse in grado di «restringere lo spazio». Ecco perché è una notizia seria

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«No, Kim Il-sung non poteva teletrasportarsi». Non è un gioco né uno scherzo, ma un articolo davvero uscito sul quotidiano ufficiale del regime nordcoreano, il Rodong Shinmun. E, per quanto l’argomento possa sembrare frivolo, è una vera e propria notizia: il regime più feroce del mondo ha cominciato a demitizzare i suoi leader.

TUTTI GLI ASSURDI MITI INTORNO AI LEADER

Nella dittatura nordcoreana i morti contano più dei vivi. Il padre della patria Kim Il-sung è tuttora il presidente del paese e non è a mero titolo onorifico che detiene la carica di “Presidente eterno”. Kim, nella complessa cosmogonia del regime, è anche l’unico dio degno di essere adorato dalla popolazione. Ecco perché non è infrequente che in merito al leader di turno, e a maggior ragione attorno al fondatore del paese, si formino leggende incredibili, trasmesse oralmente ma anche nei libri di scuola.

Di Kim Jong-un, l’attuale dittatore recentemente dato per morto, si dice che abbia cominciato a guidare l’automobile a tre anni. Una delle leggende più buffe riguardo al padre Kim Jong-il narra di quando, presa per la prima volta in mano una mazza da golf, riuscì a fare cinque buche in un solo colpo.

«IN REALTÀ KIM IL-SUNG NON POTEVA SCOMPARIRE»

Il nonno Kim Il-sung, invece, è sempre stato considerato abilissimo nella tecnica del “chukjibop”, tipica dei film di kung fu, che consiste nel «restringere lo spazio» per sparire alla vista del nemico e ricomparire alle sue spalle. È grazie a questa tecnica, narra la leggenda, che Kim è stato in grado di vincere una battaglia contro i soldati giapponesi quando la Corea era ancora una colonia del Giappone.

«In realtà», ha scritto il quotidiano di regime, «le persone non possono scomparire e riapparire restringendo lo spazio». Come spiegato dal ministro per l’Unificazione sudcoreana, «è la prima volta che i media statali negano un mito che riguarda la famiglia Kim. Bisogna fare attenzione a questo processo».

UN APPROCCIO PIÙ MODERNO ALLA DITTATURA

Già a ottobre, salendo sul monte Kumgang, Kim Jong-un aveva affermato che creare lì una regione turistica «è stato un errore dei miei predecessori». Una critica diretta ed esplicita al padre e al nonno, inaudita prima d’ora, che però non rappresenta in alcun modo un tentativo di diminuirli, pena il rischio che l’intera leadership perda di credibilità.

Secondo Radio Free Asia, l’obiettivo di Kim è quello di proseguire l’opera di deificazione del leader tra la popolazione, correggendola però raccontando miti più credibili e realistici. Secondo Yoo Dong-ryul, membro dell’Istituto coreano di democrazia liberale, si tratterebbe «di un retaggio degli studi europei di Kim».

Foto Ansa