Non è solo denatalità: è la crisi dell’inizio

Di Donatella Di Cesare
11 Maggio 2026
Il contributo di Donatella Di Cesare (Università La Sapienza, Roma) per Lisander, il substack nato dalla collaborazione tra Tempi e Ibl, in reazione al saggio di Marco Valerio Lo Prete sulla demografia
christian-bowen-I0ItPtIsVEE-unsplash

La cosiddetta “crisi demografica” viene oggi letta soprattutto come un problema di numeri: diminuiscono le nascite, cresce la popolazione anziana, si restringe la base produttiva, si indebolisce la capacità innovativa. Nel dibattito recente – anche a partire dal saggio di Marco Valerio Lo Prete – questa diagnosi viene sviluppata con attenzione, mettendo in luce le conseguenze economiche e sociali di un andamento che appare sempre più difficile da invertire.

Questo modo di porre la questione ha un merito evidente: riporta al centro un tema a lungo trascurato e ne sottolinea la rilevanza pubblica. Ma proprio perché si concentra prevalentemente su dati, proiezioni e conseguenze, rischia di lasciare in ombra una domanda più radicale. Non tanto che cosa stia accadendo, ma che cosa significhi davvero ciò che accade.

Per continuare a leggere prosegui qui o iscriviti a Lisander, il substack di Tempi e dell’istituto Bruno Leoni. 

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.