Non ci stanchiamo di vigilare di fronte a chi vuole omologarci

Unioni civili, utero in affitto, caso Pillon. «Oggi più che mai c’è bisogno di una testimonianza pubblica». Le date delle prossime veglie

A Roma è stato istituito il registro delle unioni civili. Le coppie di fatto potranno registrare la loro unione in Campidoglio e vedersi riconosciuti i diritti e i servizi previsti, siano esse composte da uomo e donna o da due persone dello stesso sesso. Un atto che non ha alcuna rilevanza legale, ma il solo scopo di aprire la strada al matrimonio tra persone dello stesso sesso e all’adozione per tutti, come non hanno mancato di far notare molte personalità del mondo politico vicine alle istanze Lgbt, tornate a chiedere al Governo di accelerare l’introduzione del testo sulle unioni civili annunciato dal Presidente del Consiglio.

La Corte di Strasburgo, intanto, ha condannato l’Italia, perché avrebbe violato il diritto di una coppia sposata di poter riconoscere, come proprio figlio, un bambino che non ha nessun legame biologico con loro e che è stato commissionato, prodotto e comprato in Russia tramite l’abominevole pratica dell’utero in affitto. Il tutto avviene mentre nelle scuole l’ideologia gender è trasmessa ai ragazzi all’insaputa dei genitori attraverso corsi più o meno mascherati da iniziative anti–discriminazione.

Dirsi contrari a tutto questo oggi significa essere accusati di omofobia e significa rischiare quello che è accaduto a Simone Pillon, avvocato e portavoce del Forum delle Associazioni familiari dell’Umbria, che risulta iscritto nel registro degli indagati per aver denunciato la diffusione di materiale pornografico a sfondo omosessuale in una scuola. Segno inequivocabile che il ddl Scalfarotto sull’omofobia, sebbene sia fermo al Senato dopo l’approvazione alla Camera, è tutt’altro che dimenticato, anzi.

Un testo che prevede il carcere per affermazioni percepite come omofobe, per esempio dire che un bambino per crescere ha diritto ad un papà ed una mamma, oltre che essere incostituzionale, è fortemente liberticida.

Oggi più che mai c’è bisogno di una testimonianza pubblica per dire no agli attacchi continui e pervasivi che vogliono minare la natura stessa dell’uomo e per dire che noi non siamo disposti a negoziare. Per questo le Sentinelle in Piedi continuano a scendere in piazza:

– Sabato 7 febbraio a Varese in piazza Monte Grappa alle 16.00
– Sabato 7 febbraio a Cesena in piazza del Popolo alle 17.00
– Sabato 7 febbraio a Tivoli in piazza Garibaldi alle 17.45
– Sabato 14 febbraio a Genova in piazza De Ferrari alle 17.00
– Sabato 7 marzo a Trento in piazza Cesare Battisti alle 17.30
– Domenica 15 marzo a Verona in piazza Bra alle 17.30
– Sabato 21 marzo a Lecco

Perché in silenzio? In un mondo immerso nel rumore caotico dove ogni risposta possibile diventa legittima, le Sentinelle in Piedi scelgono il silenzio come unico antidoto a questa nuova forma di dittatura, perché vogliono dare voce a quel bisogno bruciante di verità, prima condizione per diventate uomini pienamente liberi, cioè veramente soddisfatti. Vegliano in silenzio, affinché anche altri uomini possano cominciare a risentire quella voce e ad averne nostalgia. E lo fanno pubblicamente per testimoniare che insieme si può vivere ancora così e che non c’è dispotismo che possa impedire all’uomo di essere libero senza il suo consenso.

Perché un libro? Le Sentinelle in Piedi leggono perché in un mondo in cui tutto viene manipolato dai mezzi di comunicazione non si accontentano di informazioni imparziali. Leggono per conoscere in profondità.

Perché in piazza? Perché la coscienza è qualcosa che dall’interno dell’uomo può cambiare il mondo, e la piazza è il luogo dove può avvenire l’incontro autentico con l’altro. Le Sentinelle in Piedi non cercano visibilità nel circo mediatico, non si prestano ad utilizzare un linguaggio fuorviante e discriminatorio, si rifiutano di essere strumentalizzate

Silenziose si inverano, leggendo si formano, nel tempo discernono e imparano ad amare. Le Sentinelle in Piedi esistono per rendere l’uomo libero già ora e sanno, quindi, di essere uno strumento politico solo di conseguenza. Solo una coscienza irriducibile a ogni omologazione e menzogna potrà cambiare la logica di un potere che anziché servire l’uomo cerca di controllarlo.

Sentinelle in Piedi

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