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Non c’è giustizia per la coppia cristiana arsa viva in Pakistan

marzo 29, 2018 Redazione

Una nuova sentenza ha assolto venti persone accusate del linciaggio di tre anni fa. Non esiste alcuna protezione per le famiglie cristiane

Ricordate il tremendo caso della coppia di cristiani pakistani arsi vivi il 4 novembre 2014 a Kot Radha Kishan? I giovani Shahzad Masih e la moglie Shama erano stati accusati di blasfemia per aver gettato nella spazzature alcune pagine del Corano. Accusa infondata ma che era bastata per scatenare contro di loro l’ira di alcuni facinorosi islamici che li avevano bruciati vivi in un forno. Shahzad e Shama erano due povere persone che lavoravano in una fabbrica di mattoni e avevano quattro figli. Lei portava in grembo il quinto.

CONDANNE? Ebbene, a tre anni e mezzo di distanza, ancora non si riesce a fare giustizia. Una nuova sentenza ha assolto venti persone accusate del linciaggio. Dopo l’assassinio, grazie anche a molte testimonianze oculari, erano state fermate 400 persone. Ma il Pakistan è un paese difficile per i cristiani. Già a fine 2016, un tribunale di Lahore aveva scagionate un centinaio di persone, condannando alla pena di morte cinque uomini e imponendo il carcere per due anni ad altri otto. Tutte condanne ancora in attesa di esecuzione.

TRIBUNALI INAFFIDABILI. Come riporta Asianews, intervenendo al programma televisivo Spot Light, Peter Jacob, attivista e direttore esecutivo del Centre for Social Justice, ha detto: «In Pakistan non esiste protezione per le famiglie perseguitate come quella di Shama e Shahzad. Il sistema giudiziario è debole e pertanto le famiglie perseguitate, e in particolare gli esponenti delle minoranze religiose, non ottengono giustizia».
Rojar Noor Alam, manager operativo di Caritas Pakistan, ha detto: «La persecuzione delle minoranze religiose, e in particolare dei cristiani, non è una novità in Pakistan. Sfortunatamente gli inquirenti del governo spesso falliscono nel loro lavoro. Questo produce ritardi nella giustizia, che a loro volta si traducono nel rilascio senza alcuna pena dei colpevoli». È un fatto che «nella storia di questo Paese i responsabili degli attacchi contro le minoranze non sono mai stati puniti. Persino i tribunali vengono comandati da questi fanatici che usano la loro influenza per liberare i terroristi. Il Pakistan sta diventando un Paese davvero pericoloso per le minoranze religiose».

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