«Non abbiamo più nemmeno il latte per i bambini». Appello da Haiti

«La situazione è veramente drammatica come mai lo era stato: è come se si fosse passato un limite da cui è impossibile tornare indietro». I dati bancari per fare donazioni

L’8 dicembre abbiamo pubblicato un’intervista a suor Marcella Catozza, missionaria a Port-au-Prince (Haiti). La religiosa ci ha raccontata la terrificante situazione dell’isola dove il 13 novembre a La Saline, quartiere di Port-au-Prince, «i membri della banda Base Nan Chabon, con l’aiuto di altre, si sono introdotti in almeno 150 case, hanno portato fuori uomini e donne, e li hanno giustiziati in strada. Alcuni sono stati decapitati, altri fatti a pezzi con i machete e altri ancora fucilati. Molti cadaveri sono stati bruciati». Suor Marcella, missionaria francescana, vive nell’immensa baraccopoli di Waf Jeremie alla periferia di Port-au-Prince dal 2005. Ad Haiti ha dato vita all’ambulatorio pediatrico San Franswa, ad un orfanotrofio che oggi accoglie 144 ospiti e una scuola materna che si prende cura di 450 bambini. In seguito alla sua denuncia, alcuni lettori ci hanno chiesto come avrebbero potuto aiutarla. Le abbiamo girato la domanda e così ci ha risposto.

In seguito agli ultimi fatti stiamo prendendo delle decisioni su come muoverci come Fondazione Via Lattea e preferiamo non avviare in questo moneto una petizione formale. Stiamo cercando strade più veloci e chiediamo di pregare affinché il buon Dio ci apra la strada.

Se volete aiutarci, chiedete sostegno economico anche perché i furti subiti sono enormi (oltre a tutti gli alimentari di un mese per 146 bimbi dell’orfanotrofio e 350 della materna, [ci è stato rubato] tutto il materiale igienico, i freezer, i frigoriferi, sedie, scrivanie, computer e l’amplificatore con i microfoni che usiamo nelle feste per mettere musica e cantare e ballare con i nostri bambini). Abbiamo bambine che dormono tre in un letto perché i materassi sono stati portati via e domenica mattina non c’è stata colazione per nessuno perché nella notte anche i frigoriferi pieni di pane latte e marmellata erano andati!

La situazione è veramente drammatica come mai lo era stato: è come se si fosse passato un limite da cui è impossibile tornare indietro.

La paura è che vengano ancora e portino via le bambine più grandi o i maschietti, cosa successa nel quartiere qualche tempo fa, per farne i loro prossimi soldati. Chi meglio di chi non ha nessuno?

Sul sito fondazionevialattea.org trovate i dati bancari che potreste dare alla gente che ha voglia di aiutarci in questo momento davvero difficile: per noi questo sarà un Natale diverso, ma non verrà cancellata la grande speranza che il Bene alla fine trionferà.

Un caro saluto,

suor Marcella Catozza

Foto Ansa