No, una donna perbene non può crescere un figlio con un «becero papà» salviniano

Una lettrice scrive a Internazionale «terrorizzata» dalle discussioni sui migranti con il suo compagno, un uomo «pieno di luoghi comuni» leghisti. Risponde il Correttore di bozze

Selfie di Matteo Salvini tra la folla a Matera

Essere brutte persone ha i suoi vantaggi, e questo le canaglie come i correttori di bozze lo sanno bene. Per esempio, il Correttore di bozze qui presente, da bravo uomo di infimi princìpi, gode di un rapporto idilliaco con la sua donna. Che poi, donna. Chiamarla donna è fin troppo generoso. Come ogni correttrice di bozze degna di tale infame nomea, è più una via di mezzo tra una colf e un aspirapolvere. Comunque, dicevamo, in questo connubio subumano il Correttore di bozze si bea di un’intesa con la sua consorte praticamente perfetta.

Essa, la correttrice, non osa reclamare il diritto di articolare il benché minimo discorso, tanto meno se animato da riflessione, non sia mai che si dica in giro che nella casa di un correttore di bozze c’è una donna che pretende di pensare. E così, grazie a questa regola incresciosa che si tramanda intatta di generazione in generazione fin da quando i correttori di bozze persero le branchie e divennero creature anfibie, il Correttore di bozze in famiglia non bisticcia mai.

Nelle civiltà progredite e perbene, invece, a volte capita che tra uomini e donne non solo si parli, ma addirittura si discuta, e si discuta magari di attualità, proprio come avviene tra individui di pari grado. Povera Italia, di questo passo dove andremo a finire?, piagnucola quello zotico del Correttore. Dal basso della sua arretratezza, il Correttore lo sapeva da sempre che le conseguenze perverse dell’ultimo stadio dell’evoluzione non avrebbero tardato a manifestarsi in tutta la loro rovina. Ed ecco che la previsione si è avverata con l’ultimo numero di Internazionale, dove è comparsa la seguente lettera di una lettrice, tale “M. S.”:

«Sono una vostra lettrice e trovo i vostri articoli sempre molto illuminanti. Pertanto vi chiedo un’illuminazione! Il mio compagno e io stiamo insieme da sei anni. È raro che parliamo di attualità ma quando capita insorgono terribili discussioni, sul tema dei migranti poi è come parlare con Salvini! Il suo pensiero è povero, pieno di luoghi comuni e disinformazione. Sono terrorizzata. Non si informa, non legge i giornali, ma pretende di giudicare! Aspettiamo un figlio e sono preoccupata all’idea di doverlo crescere con un papà becero».

Ora. Premesso che il Correttore di bozze non ritiene di avere nulla da spartire con Salvini, ma con la beceritudine invece sì, eccome se sì, ciò premesso, va evidenziato che per una volta la sua non sembra la solita polemica capziosa da odiatore di tutto ciò che c’è di buono e di giusto nel mondo. Questa volta, per una volta (ma che sia anche l’ultima), un pretesto c’è davvero. La missiva citata, infatti, non era pubblicata in un angolino di una qualche rubrica delle lettere a pagina 85. È stata utilizzata dal direttore di Internazionale Giovanni De Mauro per il suo editoriale. Niente meno.

E perché De Mauro ha messo quella lettera nel suo editoriale? Pensate: non per mostrare che razza di errore è stato insegnare a leggere e a scrivere anche alle donne, come avrebbe fatto il becero Correttore, bensì per dire che in effetti «politici come Matteo Salvini devono il loro successo» proprio alla strategia di «seminare l’odio e la discordia». Odio e discordia che «attraversano tutta la società», a partire dal pubblico dibattito per arrivare «fin dentro le case». Ragiona De Mauro, evidentemente turbato dalla proliferazione di malvagi papà beceri causata dai tweet e dai selfie di Salvini:

«Se la spinta che avvertiamo è alla discordia, forse dovremmo rispondere cercando la concordia. Ma fin dove si può arrivare per ricomporre una frattura? Lei dovrebbe accettare il suo compagno e le sue opinioni? Oppure, al contrario, cercare di fargli cambiare idea e se necessario entrare in conflitto con lui? La separazione può essere un’opzione?».

Bella domanda. Noi speriamo con tutto il cuore di sì, cara lettrice. Auguri e figli in affido! Purtroppo però nel superstizioso mondo cattolico reazionario del Correttore di bozze la separazione non è mai un’opzione, nemmeno, pensa un po’, quando nella coppia l’uomo a differenza della donna non si informa e non legge i giornali ed è pieno di pensieri poveri e luoghi comuni. Perciò, becero per becero, invece di sfidare De Mauro nel suo campo preferito, la consulenza matrimoniale, il Correttore preferisce ristabilire la parità di genere offrendo a sua volta ospitalità a un lettore bisognoso.

«Caro Correttore di bozze, sono un tuo lettore (si fa per dire) e trovo i tuoi articoli totalmente inutili. Pertanto non stare a rifilarmi qualche sciocco consiglio, lascia solo che mi sfoghi. La mia compagna e io stiamo insieme da sei anni. O sono sette? Fa niente. Stiamo insieme da anni. E dal giorno in cui ci siamo conosciuti, lei non ha mai smesso di parlare di diete vestiti scarpe cappelli vacanze gattini di facebook e amiche stronze. Solo raramente mi ammorba con le manfrine sull’attualità e i migranti e roba del genere che legge sui giornali. Ma sai quando attacca con queste cose? Credi che lo faccia quando alla tv danno Grey’s Anatomy? Certo che no. Guarda caso, proprio quando c’è la Champions quella comunista si domanda che cosa pensi io del caso Diciotti e dei muri e dei ponti. Maddài. Caro Correttore, cosa vuoi che le risponda? Le butto là due salvinate a caso sperando di scacciarla. E sai che c’è? Funziona ogni volta! Sarà magari perché è incinta e si terrorizza più facilmente se faccio il papà becero. Chissà. Comunque bene così.

Ps. L’altra sera, però, è corsa in camera minacciando di “scrivere una lettera a Internazionale”. Un po’ mi sono preoccupato: come farò a crescere un figlio con una mamma interista?».

Foto Ansa