No Tav: «Mobilitiamoci tutti e tutte contro il cantiere che devasta le vite di tutti»

Sette anni fa l’attacco che ha segnato un prima e un dopo nella vicenda del movimento antitreno. I No Tav onorano la ricorrenza ma la Valle vuole altro.

Sette anni fa, l’8 dicembre, al termine di una grande manifestazione, i No Tav sfondarono le reti del cantiere di Venaus. Cantiere di cui aveva da poco preso possesso la Cmc, dopo lo sgombero del presidio che sorgeva su quei terreni. Un giorno che ha segnato un prima e un dopo nella vicenda del movimento antitreno.

«MOBILITIAMOCI TUTTI».
Oggi, nell’anniversario di quella “presa” e dopo il cambio di progetto, con l’avvio del cantiere a Chiomonte, i No Tav tornano a manifestare. Con una marcia da Giaglione fino alle reti del cantiere. Si legge nella convocazione del corteo: «Mobilitiamoci tutte e tutti giovani, anziani, famiglie e studenti per rispondere in modo unito e compatto a chi decide ogni giorno di impoverire le nostre vite e di devastare il territorio».

MA IN VALLE VOGLIONO ALTRO. Non una celebrazione, ma «ribadire la contrarietà al Tav e ai metodi che usano per provare a farlo, contro la repressione, contro gli abusi di un cantiere che devasta l’ambiente e le vite di tutti, che impoverisce il nostro e il futuro dei nostri figli e nipoti». Al netto delle parole, la necessità è quella di dimostrare ancora una vitalità, proprio mentre in Valle sempre più voci si levano per il superamento della contrapposizione.