«No alle ideologie astratte di Ignazio Marino. Il Quoziente familiare di Roma non si tocca»

Parla Gianluigi De Palo, assessore capitolino alla Famiglia. «Gli elettori devono rendersi conto che è in atto una battaglia tra due visioni antropologiche contrapposte»

Gianluigi “Gigi” De Palo, assessore alla Famiglia di Roma nell’attuale giunta del sindaco Gianni Alemanno (Pdl), dal quale è stato chiamato nel 2011 per ricoprire tale incarico senza che si fosse mai candidato prima, ha rotto gli indugi e ha deciso di correre per le comunali di maggio 2013 con una sua propria lista, Cittadini x Roma, a sostegno della candidatura di Alemanno. De Palo, che in passato è già stato presidente delle Acli provinciali e del Forum delle associazioni familiari del Lazio, in una recente intervista ad Avvenire, ha anche avuto modo di spiegare come mai ha preferito appoggiare la candidatura di Alemanno piuttosto che quella di Ignazio Marino del Pd o altre: «Siamo riusciti a portare a Roma il Quoziente familiare – ha detto -, un quadro organico di politiche familiari e un sistema di asili nido aperto e di alta qualità. Temo che saranno sacrificate sull’altare dell’agenda-Marino». Il trionfatore delle primarie del Pd a sindaco di Roma, infatti, ha messo in primo piano nel suo programma liberalizzazione delle droghe leggere, registri delle coppie di fatto e testamento biologico.

De Palo, perché ha deciso di scendere in politica?
Perché ho pensato che fosse giunto il momento giusto per fare un salto di qualità, anche se non mi sono mai candidato prima. Intendiamoci, io avevo già la mia piccola “fetta” di bene comune dove poter operare; una nicchia, fatta di famiglie, giovani e immigrati: per anni, infatti, sono stato, tra le altre cose, presidente delle Acli provinciali a Roma e presidente del Forum delle associazioni familiari del Lazio. Così come potevo anche dire: «Lasciamo perdere, faccio il papà», che, oltretutto, con quattro figli, è già un bell’impegno. Avrei, pertanto, potuto limitarmi al volontariato nella mia parrocchia; nulla di più. Ma mi sono anche detto che, se davvero voglio bene a questi miei quattro figli, qualcosa per il loro bene e il loro futuro lo dovevo pur fare. E un cristiano è educato a dare il proprio corpo e il proprio tempo per il bene comune delle persone, delle famiglie e dei cittadini. E il contributo dei cattolici, che per natura sono capaci di fare sintesi, è imprescindibile in questo preciso momento storico.

Perché con la sua lista, Cittadini x Roma, ha scelto di appoggiare il sindaco uscente Alemanno?
Insieme abbiamo fatto il Quoziente familiare a Roma, unico caso in Italia, e questo, per quanto mi riguarda, non si tocca. Nel concreto, con una dotazione di 27 milioni di euro siamo riusicti a esentare dal pagamento delle tasse sui rifiuti 90 mila nuclei familiari, che sono tanti quanti quelli dell’intera comunità di Parma, dove il Quoziente familiare è stato rimosso. Si tratta di uno strumento che dovrebbe essere una priorità, non solo per i cittadini di Roma, ma a livello nazionale. Il Quoziente familiare, infatti, è la vera concreta priorità che il paese si merita, in un momento delicato come l’attuale. Alla gente, poi, non importa nulla del matrimonio omosessuale, delle droghe leggere e delle adozioni per le coppie di fatto; interessa, piuttosto, come arrivare a fine mese. Ed è per questo che a Marino ho detto “no”. Oggigiorno, infatti, le giovani coppie che desiderano sposarsi non ci riescono perché non hanno stipendi adeguati e non riescono ad accendere il mutuo per la casa. E le famiglie numerose sono le più bastonate dal fisco; altro che godere di agevolazioni fiscali! Sono questi i temi di cui è prioritario occuparsi. Ci ha rotto le scatole chi pensa soltanto a problemi che, invece, non sono reali, legati a ideologie astratte e senza valore legale alcuno ma dal costo sociale pesantissimo.

Parole dure e chiare. È per questo che ha fatto le sue scelte?
Intendo dire, innanzitutto, che è ora di capire che in politica vengono prima i contenuti dei contenitori, vengono prima le proposte concrete e la visione del futuro, della vita e dell’uomo che non il partito di appartenenza. Al tempo stesso, gli elettori devono rendersi conto che oggi è in atto una battaglia tra due visioni antropologiche contrapposte: da una lato, c’è chi è fautore dell’astrazione e di un paese virtuale; dall’altro, chi promuove concretezza e istanze care al paese reale. La politica deve semplicemente facilitare il coinvolgimento delle persone che vogliono impegnarsi per il bene di tutti nella soluzione dei problemi reali.

Cosa pensa di Beppe Grillo e di chi lo ha votato?
Nutro profondo rispetto per chi vota, qualunque sia la sua scelta finale. Ma al tempo stesso credo anche che sia giusto, soprattutto per noi cattolici, impegnarsi più a fondo. L’associazione “Ol3, né indignati né rassegnati” vuole andare in questa direzione, altrimenti si distrugge tutto e non si costruisce nulla. Indubbiamente il grillismo ha dato un segnale al paese, adesso, però, è il momento di rimboccarsi le maniche e costruire.

Dove trova le forze per questo suo impegno?
Il 19 agosto 2000, a Tor Vergata, alla Giornata mondiale della gioventù, papa Giovanni Paolo II disse, rivolgendosi alle migliaia e migliaia di giovani presenti: «Voi non vi rassegnerete ad un mondo in cui altri esseri umani muoiono di fame, restano analfabeti, mancano di lavoro. Voi difenderete la vita in ogni momento del suo sviluppo terreno, vi sforzerete con ogni vostra energia di rendere questa terra sempre più abitabile per tutti». Io c’ero, allora, e oggi credo proprio che il momento cui papa Wojtyla si riferiva parlando al futuro sia arrivato. Anche perché quei giovani, oggi, sono assessori, preti, presidenti di associazioni e hanno opportunità di concretizzare quelle parole dette. Per chi ha una genesi comune è più facile trovarsi e ritrovarsi. È quello che, a Roma, sta avvenendo. È importante che i cittadini romani votino in base alla loro visione antropologica e non ideologica, in base alle idee che ci sono dietro gli schieramenti e i candidati e non tanto in base ai tradizionali concetti di destra e di sinistra.