Il vescovo della città nigeriana circondata da Boko Haram: «La nostra vita vale meno del sale»

Il vescovo di Maiduguri Oliver Doeme davanti alla minaccia dei terroristi: «Siamo seduti su un barilotto di polvere da sparo. Tanti tra noi sono stati cacciati dalle loro case e vivono sulle montagne o nelle foreste»

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Nigeria-doeme-MAIDUGURI«Di solito si pensa che il sale sia la merce più economica sul mercato. Bene, oggi la vita vale meno del sale nel nord-est della Nigeria». Scrive così in un documento Oliver Doeme, vescovo di Maiduguri, la capitale dello Stato di Borno quasi accerchiata da Boko Haram.

CACCIATI DALLE CASE. «Nell’ultimo mese si sono intensificate le aggressive devastazioni di Boko Haram nella parte settentrionale, centrale e meridionale della mia diocesi», continua il vescovo, come riferito da Acn.
«Tanti tra noi sono stati cacciati dalle loro case e dai loro villaggi. Anche ora migliaia stanno vivendo all’interno di cave sulle montagne, alcuni nelle foreste. Chi è riuscito a scappare vengono accolti da amici e parenti a Maiduguri, Mubi e Yola. In migliaia sono fuggiti in Camerun e vivono in condizioni davvero difficili per la mancanza di cibo, riparo e cure mediche».

CONTRO CRISTIANI E MUSULMANI. Per il vescovo, quella di Boko Haram non è una guerra contro i cristiani perché «sia cristiani che musulmani sono colpiti, sia cristiani che musulmani vengono uccisi, sia cristiani che musulmani sono stati cacciati dalle loro case, sia cristiani che musulmani si ritrovano sfollati e rifugiati nel loro stesso paese». Resta il fatto che solo nell’ultimo mese i terroristi hanno bruciato decine di chiese e «convertito a forza all’islam le donne che non sono riuscite a scappare» dalle «25 città che hanno conquistato negli Stati di Borno, Yobe e Adamawa».

«SIAMO MINACCIATI». Infine, lancia l’allarme per la situazione di Maiduguri: «Anche qui siamo minacciati, siamo seduti su un barilotto di polvere da sparo. Ci sono più di sette campi per gli sfollati ma la gente dorme per le strade. Stiamo sprofondando velocemente nella sabbia, dobbiamo inghiottire il nostro vuoto orgoglio di nigeriani e chiede l’assistenza internazionale per affrontare questo problema».

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •