Nigeria. Morire di fame e di sete per fuggire da Boko Haram

Medici senza frontiere nel capo profughi di Bama, che raccoglie 24 mila profughi fuggiti dalle violenze degli islamisti. «Un’emergenza umanitaria catastrofica»

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

«Un’emergenza umanitaria catastrofica». Sono 1.200 le persone seppellite nel campo profughi nigeriano di Bama. Ad entrare per la prima volta è stata l’associazione Medici senza frontiere scoprendo che migliaia di profughi scappati dalle grinfie dei terroristi islamici di Boko Haram stanno morendo di fame: «Questa è la prima volta che Medici senza frontiere riesce ad entrare a Bama, anche se già prima sapevamo che le necessità delle persone lì sono molto più che critiche».

DENUTRITI E IMPAURITI. Ghada Hatim, responsabile in Nigeria dell’associazione, ha raccontato che in un solo mese sono morte 188 persone e che «cerchiamo di curare i bambini malnutriti nelle strutture mediche della città di Maiduguri e vediamo il trauma sulle facce dei nostri pazienti, che hanno assistito e che sono sopravvissuti a tanti orrori». Ci sono giorni dove muoiono oltre 30 persone per fame e malattia: «Ci hanno raccontato che le persone lì, inclusi bambini, sono morte. E secondo i dati riportati a Medici senza frontiere su Bama, nuove tombe vengono scavate ogni giorno». Vicino al capo profughi, che ha raccolto circa 24 mila rifugiati fuggiti dalle zone occupate da Boko Haram, è stato costruito un cimitero dove ci sono 1.233 tombe di cui 480 di bambini. Medici senza frontiere ha aggiunto che un gruppo di 466 bambini spostati dal campo per essere curati a Maiduguri è composto dal 66 per cento da rachitici, mentre il 39 per cento ha gravi problemi di malnutrizione.
Secondo i dati riportati dalla Bbc i morti causati dalla piaga terrorista, dal 2009 a oggi, sono circa 20 mila. Sebbene il governo provi ad agire contro Boko Haram, il conflitto ha già generato 2 milioni di sfollati.

BAMA. Bama è stata una delle città occupate dai jihadisti dal 2014 al 2015, finché il governo non è intervenuto liberandola. Ma la città, insieme a tutta la Nigeria e specialmente al Nord Est del paese, resta martoriata dai terrorristi che due settimane fa hanno colpito anche la città vicina di Chibok dove sono morte quattro persone e tre donne sono state rapite. Per questo anche il Consiglio di sicurezza dell’Onu, il mese scorso, ha lanciato un appello affinché si ponga «immediatamente fine alle violenze», sottolineando il legame fra Boko Haram e l’Isis per cui si continua a «minare la pace e la stabilità» della Nigeria.

Foto Ansa/Ap

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •