Nigeria, liberate cento studentesse rapite da Boko Haram?

Intanto in Centrafrica il vescovo di Bossangoa, monsignor Nestor Nongo Aziagbia, è stato sequestrato da ignoti e poi liberato ieri in serata

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L’esercito della Nigeria ha affermato di essere riuscito a liberare la maggior parte delle oltre 100 studentesse rapite da Boko Haram lunedì notte durante un attacco alla città di Chibok (Borno), nel nord del paese. Secondo quanto diffuso dai responsabili delle Forze armate solo otto ragazze sarebbero ancora nelle mani degli islamisti, uno dei quali è stato arrestato.
Ma stamattina un aiutante del governatore di Borno ha dichiarato invece che «solo 14 ragazze sono tornate finora». Ancora non è chiaro dunque quale delle due dichiarazioni ufficiali corrisponda a verità.

«PENSAVAMO FOSSERO DELL’ESERCITO». Durante l’attacco a Chibok, gli islamisti hanno devastato la scuola frequentata dalle studentesse e distrutto almeno 170 case. Come rivelato a Reuters da una delle coinvolte, Godiya Isaiah, «quando abbiamo visto gli uomini armati abbiamo pensato fossero soldati dell’esercito. Per questo quando ci hanno detto di andare con loro, abbiamo seguito le loro istruzioni».

RAPITO E LIBERATO UN VESCOVO. Ieri, intanto, un altro caso di rapimento si è verificato in Centrafrica dove il vescovo di Bossangoa, monsignor Nestor Nongo Aziagbia, è stato sequestrato da ignoti e poi liberato in serata. Non è chiaro chi abbia prelevato il vescovo, anche se alcuni sospetti ricadono sulle truppe ribelli Seleka che hanno dato il via al colpo di Stato nel 2013 e in parte sono ancora presenti nel paese.
Nelle scorse settimane le truppe del Ciad si erano ritirate dalla Misca, la missione di pace nel paese dell’Unione Africana, dopo una serie di tensioni con i Seleka, che provengono principalmente dal Ciad e dal Sudan. Molti temono che possano allearsi con i Seleka e cercare di occupare le regioni settentrionali del Centrafrica con l’obiettivo di sfruttare il petrolio e le altre risorse della zona.

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