Nigeria. Boko Haram semina ancora morte. Persone «massacrate nelle moschee, le strade e le case»

Il gruppo islamista reagisce agli attacchi degli eserciti di Nigeria, Camerun e Ciad, attaccando i civili dei villaggi

Articolo tratto dall’Osservatore Romano – I miliziani di Boko Haram hanno reagito all’offensiva sferrata contro di loro dalle truppe di Nigeria, Camerun e Ciad, con un feroce contrattacco nel quale ieri hanno fatto strage tra la popolazione di un villaggio camerunense alla frontiera con il Borno, lo Stato nordorientale nigeriano dove il gruppo jihadista ha le sue principali roccaforti. Il portavoce del ministero della Difesa del Camerun, Didier Badjeckt, ha detto di non poter fornire cifre esatte sulle vittime, ma ha aggiunto che decine di persone sono state «massacrate nelle moschee, le strade e le case» del villaggio di Fotokol. Altre fonti, citate concordemente dalle agenzie di stampa, parlano di almeno un centinaio di civili uccisi, ai quali si aggiungono otto soldati camerunensi sorpresi dagli assalitori, e aggiungono che la principale moschea del villaggio è stata data alle fiamme.

La nuova incursione di Boko Haram in territorio camerunense è giunta dopo un precedente attacco respinto dai soldati ciadiani alle loro postazioni in Camerun. Subito dopo, le truppe di N’Djamena avevano inseguito i miliziani di Boko Haram fino alle loro basi nelle città nigeriane di Gamboru e Ngala, uccidendone duecento.

Quello culminato con la conquista di Gamboru è stato il primo intervento in territorio nigeriano delle truppe del Ciad, che si erano schierate a metà gennaio in Camerun per tentare di respingere Boko Haram.

Distante appena cinquecento metri da Gamboru, da cui la separa un ponte, il villaggio di Fotukol è situato in una zona di estrema importanza strategica. Vi passano infatti, oltre a quella che entra in Camerun, le strade che portano alle frontiere di Ciad e Niger — Paesi entrambi impegnati nella lotta contro Boko Haram — distanti rispettivamente cinquanta e cento chilometri.

L’Unione africana ha autorizzato la settimana scorsa una forza regionale di 7.500 uomini per combattere Boko Haram, responsabile da cinque anni a questa parte dell’uccisione di migliaia di persone, in Nigeria e oltre confine, con attacchi armati alle popolazioni civili e con attentati terroristici.

Sempre in Nigeria, intanto, c’è stato un assalto di pirati alla petroliera Kalamos, battente bandiera maltese, ma di proprietà di una compagnia armatrice greca, nelle acque al largo della frontiera con il Camerun. Un uomo dell’equipaggio è stato ucciso e altri tre sono stati presi in ostaggio, secondo quanto riferito dal ministero della Marina greco.

La Kalamos, partita dalla Cina per andare a caricare greggio in Nigeria, era ancorata al largo della costa nigeriana a Qua Iboe con 23 membri d’equipaggio a bordo, tra cui dieci di nazionalità greca, quando è stata assalita. Dopo uno scontro a fuoco nel quale hanno ucciso il primo ufficiale della nave e hanno ferito altri membri dell’equipaggio e dopo aver accertato appunto che la petroliera non aveva carico, i pirati sono fuggiti portando con sé tre ostaggi.