Neutrini più veloci della luce: «Ma Einstein non va in soffitta»

I ricercatori del Cern di Ginevra, in “combutta” con gli scienziati che gestiscono il rilevatore “Opera”, nei laboratori del Gran Sasso hanno scoperto che un fascio di neutrini si è mosso superando la velocità della luce, calcolata da Albert Einstein e usata per definire il Principio di Relatività

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E così Einstein rischia di andare in soffitta. Tutta colpa dei ricercatori del Cern di Ginevra, in “combutta” con gli scienziati che gestiscono il rilevatore “Opera”, nei laboratori del Gran Sasso: un fascio di neutrini inviato tra i due laboratori si è mosso superando la velocità della luce, calcolata da Albert Einstein e usata per definire il Principio di Relatività. «E’ troppo presto per dire che Einstein può andare in soffitta – spiega a Radio Tempi, Mario Gargantini, giornalista e divulgatore scientifico di Euresis -. Diciamo subito che la conferma della notizia sulla velocità dei neutrini non avviene in un pomeriggio, ci vorrà tanto tempo, bisognerà fare altri calcoli e controlli incrociati. La teoria della Relatività di Einstein, che si basa, proprio in uno dei suoi punti cardini, sull’idea della velocità della luce nel vuoto, uguale a tutti i sistemi di riferimento e quindi limitata a trecentomila Km al secondo, è una teoria ampia, complessa, articolata, che non è facile cancellare in un colpo solo. Certamente, se questa scoperta venisse confermata, uno dei punti di partenza della teoria della relatività viene a cadere, quindi l’impianto teorico dovrebbe essere rivisto. Teoria, ripeto, che in questi decenni ha avuto una serie di conferme, di prove e di controprove, di applicazioni, che non si può smontare in un colpo solo».

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Può questa scoperta far cambiare la concezione del cosmo?
Siccome i cosmologi si basano sulla relatività, così come è stata sviluppata successivamente da Einstein, il loro lavoro dovrà essere aggiornato: quando la natura ci suggerisce qualche nuovo dato, perché qui siamo davanti a dati e non a idee, dobbiamo ampliare la nostra capacità di conoscere e comprendere. E’ dunque un’occasione non per cancellare una teoria ma ampliare la nostra capacità di conoscenza.

Quali conseguenze pratiche avrebbe questa scoperta?
E’ chiaro che i fenomeni relativistici avvengono a velocità della luce, la nostra vita normale viaggia a velocità molto lontana da quella della luce. La relatività non ha conseguenze sulla vita di tutti giorni, li ha invece per alcuni fenomeni cosmici, dove sono in ballo velocità relativiste; è qui che qualcosa cambierà: negli esperimenti degli acceleratori, nelle navigazioni satellitari. Ma attenzione: non è cambiata la velocità della luce, quella è già misurata, non cambia.

Questa scoperta tocca la domanda sulla causa dell’esistenza della natura? Riguarda la ricerca, per esempio, della “particella di Dio”, il Bosone di Higgs?
Non confondiamo le cose. Questa scoperta non tocca l’idea di come il cosmo è stato generato. C’entra con il modo in cui noi siamo in grado di descriverlo su grande scala, come appare ai nostri strumenti.

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