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Nessuna scorciatoia per il suicidio assistito

Di Caterina Giojelli
08 Febbraio 2026
Il Senato francese e i Lord inglesi mettono paletti dove l’attivismo vorrebbe corsie preferenziali. Le storie di Noelia e Kiano mostrano come, altrove, la morte di Stato sia già prassi quotidiana per i più fragili
Una mano che indossa un guanto in lattice azzurro tiene in verticale una siringa medica al cui interno, al posto del farmaco, è visibile un proiettile di grosso calibro su sfondo bianco
Foto Depositphotos

La Corte suprema di Spagna ha deciso che il papà di Noelia, 25 anni, rimasta paraplegica dopo un tentato suicidio, non ha diritto di salvare la figlia dall’eutanasia già autorizzata dalla Commissione di Garanzia e Valutazione catalana, nonché ratificata sia da un Tribunale di Barcellona che dall’Alta corte della Catalogna. Entrambi giunti alla conclusione che l’uomo «non è riuscito a confutare l'esistenza di tutti gli elementi necessari per approvare l'eutanasia» per la figlia. Tutti approvano l'eutanasia di Noelia Secondo i giudici Noelia è adulta, la Corte Suprema non è un tribunale di terzo grado in cui «un semplice ricorso ordinario» può essere esaminato per esaminare prove già esaminate dai tribunali inferiori. E la sua missione non è entrare nel merito ma stabilire una "giurisprudenza uniforme", cosa superflua perché sia ​​il tribunale di Barcellona che l'Alta Corte catalana condividono la stessa opinione: approvano l'eutanasia di Noelia. Il ricorso del padre è pertanto chiarame...

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