Nespoli, l’avventura del vecchierel canuto e bianco con un io sempre più rigoglioso

Altro che prepensionamenti come viale del tramonto. A qualsiasi età bisogna essere audaci, ascoltare il cuore che ispira libertà e dovere. Ecco perché l’avventura umana dell’astronauta fa bene a tutti noi

Di questi tempi il male si raccoglie a secchi e il bene con un cucchiaino. Boris propone di gustare insieme questo cucchiaino, che possa darci buonumore, energia e speranza. Parlo di Paolo Nespoli, che a 60 anni, nel 2017, tornerà in missione nello spazio.
La sua avventura umana dice qualcosa di bello per te e per me, e persino per i nostri figli e nipoti. Passo all’elenco.

1) Paolo Nespoli cresce in un borgo della Brianza, Verano, ed è stato compagno di scuola di mio fratello, al liceo scientifico di Desio. Non un istituto famoso, per intenderci. Non so per quale ragione ma dopo il diploma l’amatissimo padre gli impone di alzarsi tutte le mattine alle tre e di portare in giro il pane fino al mattino in bicicletta, nel frattempo fa il politecnico a Milano. Non riesce a dare un esame. Allora decide di dare una svolta. Va a militare.
2) Il militare lo forma, è un carabiniere della Col Moschin, paracadutista, roba tostissima. Diventa ufficiale. Impara bene l’inglese.
3) Va in Libano, missione di pace, è il portavoce del comandante Angioni. La sua figura ispira un personaggio del romanzo Inshallah di Oriana Fallaci.
4) Corso di aggiornamento in America. I suoi studi al liceo – i nostri vituperati licei – e un anno senza esami al Politecnico sono sottoposti a test severi per essere ammesso a un corso di laurea (anche se negli Stati Uniti ha un altro nome) in ingegneria aeronautica. Quello che sa gli vale l’ultimo anno di corso! Un anno ed è ingegnere.
5) Astronauta! Fa diverse missioni. Umile e attaccatissimo al suo paesotto e alla sua patria anche dall’alto. Quando un comune amico e maestro brianzolo, il grande scrittore Eugenio Corti, ha compiuto novant’anni nella sua casa di Besana Brianza, dallo spazio Paolo gli ha spedito una cartolina (per via elettronica) di auguri.
6) Quando avrà 60 anni compiuti, nel 2017, Nespoli sarà di nuovo in orbita per sei mesi. Il fiore della vita sono di certo i vent’anni, ma l’io non appassisce mai, ma può persino essere rigoglioso quando si è vecchierel canuto e bianco.

A me tutto questo dice tante cose.
Che nella vita le scelte coraggiose valgono la pena. A qualsiasi età. Bisogna essere audaci, ascoltare l’empito del cuore che ispira libertà e dovere, voglia di volare e sacrificio.
Ancora.
Le nostre scuole sono buone scuole, meglio delle americane. Persino in questioni di matematica e fisica. Smettiamola di denigrare la formazione che danno (e di certo i licei non vanno dequalificati).
Ancora bis.
Il nostro esercito fa crescere personalità di spessore umano e professionale competitive al massimo livello. Competitive non significa ficcare la forchetta nelle gengive del prossimo per fregargli il posto. Ma essere generosamente bravi. Investire nell’esercito significa investire in capitale umano e sicurezza: non sono denari buttati.
Ancora tris.
A sessant’anni la vita non è in declino. L’ho già scritto e lo ripeto. Significa che Boris ha bisogno di rendersene conto. Non si tratta di fingersi giovani, ma di cambiare filosofia nella società e nelle aziende. Altro che prepensionamenti come viale del tramonto. Prepararsi alla morte non significa ciondolare in via delle Rimembranze, ma giocare ogni istante il proprio io mortale ma immortale, finito e infinito. Facendo prevalere la gratitudine sul risentimento. Non perché sia un imperativo scritto da qualche predicatore, ma perché è onestà verso la vita.
Ecco, in questi primi giorni d’agosto invito a sorbirci piano questo cucchiaino di miele di roccia. Spero giovi alla salute di tutti e dia un po’ di battiti positivi del cuore a chi ancora conserva il lusso di averne uno.