‘Ndgrangheta, Oppido. Cei: «La Madonna non si inchina ai malavitosi»

Galantino, direttore generale Cei: «Chi ha fatto fare l’inchino alla Madonna le ha fatto fare un gesto che la Madre di Dio non ha mai fatto». Il vescovo di Palmi: «Fatto grave, prenderemo provvedimenti»

«La Madonna non si inchina ai malavitosi. Chi ha fatto fare l’inchino alla Madonna le ha fatto fare un gesto che la Madre di Dio non ha mai fatto. Si è inchinata la statua, non la Madonna»: questa la reazione sdegnata di monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei e vescovo di Cassano allo Ionio (Cs). Il riferimento è a quanto accaduto a Oppido Marettima (Rc) mercoledì scorso, e divenuto noto questo fine settimana con la diffusione di un video. Durante la processione della Madonna delle Grazie, che rappresentava una festa per l’intero paese, la statua della Madonna portata a spalla dai devoti, e preceduta da due sacerdoti e da alcuni rappresentanti del consiglio comunale è stata fatta fermare, in segno di rispetto, davanti alla casa di Giuseppe Mazzagatti, boss della ‘ndrangheta locale, già condannato in via definitiva all’ergastolo per omicidio e associazione a delinquere di stampo mafioso. Durante il gesto, la processione è stata abbandonata dal comandante del carabiniere e due militari, per protesta per quanto avveniva.

«CHIESA HA COMPITO DI EDUCARE». Il segretario generale della Cei, monsignor Galantino ha proseguito spiegando: «Nonostante quello che è successo resta forte l’importanza di quello che papa Francesco ha detto proprio qui 15 giorni fa. Una processione è un luogo di incontro di grandi emotività, sempre difficili da controllare e da educare, ma la Chiesa ha il compito di educare dall’interno».

IL PAPA: «GLI UOMINI DI ‘NDRANGHETA SONO SCOMUNICATI». Solo due settimane fa papa Francesco ha usato, durante la visita in Calabria, parole di severissima condanna per la ‘ndrangheta (che hanno richiamato quelle usate da papa Giovanni Paolo II nel ’93 ad Agrigento contro la mafia): «La ‘ndragheta è adorazione del male e disprezzo del bene comune», è un «male che va combattuto, va allontanato». E «gli uomini della ‘ndrangheta non sono in comunione con Dio, sono scomunicati». In conseguenza di questa scomunica, 200 detenuti per ‘ndrangheta nel carcere di Termoli-Larino proprio in questi giorni hanno smesso di andare a Messa: a confermare la notizia è stato il vescovo di Termoli-Larini Gianfranco De Luca.

IL VESCOVO: «PRENDEREMO SERI PROVVEDIMENTI». Il gesto di Oppido non è piaciuto nemmeno al vescovo della diocesi di Palmi (sotto cui rientra Oppido), monsignor Francesco Milito che ha dichiarato a Radio Vaticana: «Il fatto è grave e prenderemo dei provvedimenti molto energici. Abbiamo appreso stamane quanto è accaduto. In tempi brevi prenderemo tutte le informazioni in modo da avere un quadro completo, sia sui fatti che sulle persone. Bisogna far capire che non ci possono essere alleanze di alcun genere che siano contro la fede. Questo è un punto fermo, quali che siano le tradizioni ataviche, i collegamenti che possono esserci, le interpretazioni che si possano dare».