Nasce “Die-alogue”, la clinica inglese per il suicidio assistito. Un’idea di Michael Irwin, il “dottor Morte”

Un gruppo di supporto per decidere come porre fine alla propria vita. «Io vorrei che ci si aiutasse l’un l’altro: finanziariamente, moralmente ed emozionalmente»

Il medico inglese conosciuto come il “dottor Morte”, Michael Irwin, vuole mettere a punto una clinica del suicidio assistito in Gran Bretagna. Il dottor Irwin ha cominciato a mettere in piedi un gruppo, chiamato “die-alogue”, che ha lo scopo di parlare e dicutere con quei pazienti intenzionati a porre fine alla propria esistenza. Per questa ragione, Michael Irwin si è messo in contatto con la clinica svizzera Dignitas, specializzata da anni nel far “morire degnamente”.

DIE-ALOGUE. L’istituto del dr Morte, medico ottantenne ormai in pensione, da sempre attivista pro eutanasia, dovrebbe sorgere nell’East Sussex a Hove. «Il tema del suicidio volontario e razionale deve essere discusso – ha spiegato -. Io vorrei che in questa clinica le persone si aiutassero l’un l’altra: finanziariamente, moralmente ed emozionalmente. Chi ha desiderio di morire a volte non può fisicamente andare fino in Svizzera alla Dignitas, bisogna fare qualcosa in questo senso, perché ci si trova da soli senza nessuno che offra aiuto». Il medico ha precisato che non auspica che persone sane rinuncino alla loro vita, ma che chi ha una malattia terminale possa decidere in modo autonomo.

SCELTE “MIGLIORI”. Nel gruppo si parlerà sopratutto delle condizioni di vita dei malati “locked in” o di quelli fortemente debilitati dopo un infarto o un ictus. «Alcune persone vogliono sopravvivere, anche in situazioni difficili. Questo gruppo potrebbe però aiutarli a fare la scelta migliore». Irwin ha citato dei casi che l’hanno molto colpito, come quello di un 83enne affetto da demenza con cui è in contatto e che vorrebbe recarsi in Svizzera. E sarebbe così il primo inglese a usufruire delle “cure” della clinica svizzera.
In passato, Irwin è stato indagato per una serie di morti sospetti “suicidi assistiti”, ma non è mai stato processato.