De Magistris, ennesimo flop. Il Forum delle Culture era una bella chance per Napoli, ora è solo una brutta rogna

Fondi bloccati. Nomine impossibili. Programma inesistente. A pochi giorni dall’inaugurazione, la grande manifestazione internazionale Unesco è un pasticcio

Avrebbe potuto essere una bella occasione per Napoli, il Forum delle Culture 2013. O quanto meno una cartina tornasole dello sviluppo (presunto) della città guidata da Luigi De Magistris. La kermesse è un evento culturale promosso dall’Unesco ogni tre anni, e dopo Barcellona, Monterrey e Valparaiso, questa volta toccherebbe a Napoli. Tuttavia, sebbene la città sia stata designata nel 2007, ad oggi rimane ancora obbligatorio utilizzare il condizionale, quando si parla della manifestazione: programmata inizialmente per essere inaugurata il 6 luglio, è infine slittata al 23 settembre, per concludersi, se tutto va bene, nel prossimo mese di aprile; ma attualmente ancora non esiste un direttore artistico né tanto meno un programma. In compenso il Forum, da occasione per Napoli si è trasformato in una delle più grosse rogne per il sindaco, sempre più in bilico sulla poltrona. Addirittura gli (ex) alleati del Pd locale hanno avviato una raccolta firme (sarebbero già 30 mila) per proporre ai cittadini un referendum sul gradimento di De Magistris che promette di essere la demolizione totale di “Giggino o’ narcisindaco“. Sono lontani i bei giorni in cui l’ex magistrato speranzoso sognava di vedere in giro per la “sua” città Al Pacino, che aveva invitato personalmente attraverso un indimenticabile video (vedi sotto).

I FONDI. Ma torniamo al Forum delle Culture 2013. In principio fu il problema dei fondi: dall’iniziale cifra di 200 milioni di euro, alla fine, un ridimensionamento dopo l’altro, si è arrivati lo scorso marzo a 16 milioni di euro, provenienti dai fondi europei, di cui 11 destinati agli eventi del comune di Napoli (gli altri 5 vanno alla Regione per Caserta, Paestum e Pompei, anch’esse sedi della kermesse Unesco).

IL PRESIDENTE E IL DIRETTORE. Altro pasticcio: la nomina del presidente della Fondazione appositamente creata da Comune e Regione per dirigere i lavori. Il primo presidente, Roberto Vecchioni, ha dato le dimissioni dopo qualche settimana. Lo stesso ha fatto il suo successore Sergio Marotta. Idem il terzo presidente, l’ambasciatore Francesco Caruso. Alla fine la gestione è passata a un commissario, Alessandro Puca. Dopo di che, gli stessi problemi si sono ripetuti per la carica del direttore artistico. L’ultimo, in sella da inizio estate, si sarebbe dimesso proprio oggi, 5 settembre: si tratta di Andres Neumann, collaboratore del direttore artistico dell’Estate romana, che avrebbe percepito 40 mila euro l’anno per i suoi consigli alla giunta di Napoli. Ora, per designare il suo successore, sarà indetta una gara pubblica. Che sarà sicuramente il massimo in fatto di trasparenza, ma chissà quanto tempo ci vorrà prima di conoscere il nuovo nome. Tra parentesi, è proprio al Forum delle Culture, e proprio al fianco di Neumann, che avrebbe dovuto lavorare Claudio De Magistris, il fratello del sindaco, che però, travolto dalle polemiche, ha dovuto rinunciare alla nomina.

SCATOLA VUOTA. Nel frattempo il Forum è ancora una scatola vuota: i fondi europei resteranno bloccati fino a che non verranno preparate le schede tecniche dei progetti da finanziare, che ancora non sono pronte. Le schede, ovviamente, senza direttore artistico non possono essere presentate, e così via. Al momento si sa solo che il concerto di apertura dovrebbe essere diretto da Ennio Morricone, ma non si sa nemmeno dove. Il 1° settembre, con una lettera aperta pubblicata dal Corriere del Mezzogiorno, venti associazioni cittadine, dai Radicali di Napoli a Cittadinanzattiva, hanno scritto alla sede della Fondazione internazionale Forum delle Culture a Barcellona chiedendo che sia revocata la scelta di Napoli. Nelle stesse ore, la Camera di commercio ha rifiutato di collaborare alla realizzazione del Forum con un’analisi di impatto economico della manifestazione. Il presidente dei commercianti napoletani, Mauro Maddaloni, ha motivato il suo rifiuto esplicitando «il rammarico dell’ente che rappresento, che fin dall’inizio aveva manifestato a Regione e Comune il suo interesse ad un percorso condiviso, ma non ha mai ricevuto riscontro da queste istituzioni». De Magistris ha subito cercato di tranquillizzare gli animi, assicurando a mezzo stampa che «il forum si farà». Poi è arrivata la tegola dell’addio di Neumann, e tutto, per ora, tace.