Mosul, musulmani salvano minareto dalla distruzione. È rivolta contro i terroristi: «Siamo stati traditi»

Dopo i sette luoghi sacri già demoliti, i jihadisti hanno provato a far saltare l’antico minareto di Hadba, ma la gente si è opposta. «Non sono qui per liberarci come avevano detto». E il “Battaglione di Mosul” inizia la guerriglia anti-califfo

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I musulmani sunniti di Mosul, molti dei quali avevano accolto a braccia aperte l’arrivo dello Stato islamico a inizio giugno, cominciano a cambiare idea e a mostrare apertamente insofferenza nei confronti dei terroristi. Il malcontento si è diffuso a tutti i livelli dopo la distruzione avvenuta negli ultimi giorni di alcuni santuari storici e moschee della città.

iraq-mosul-moschea-giona-videoSANTUARI DISTRUTTI. Sabato scorso i terroristi hanno cercato di demolire il minareto di Hadba, simbolo della città costruito 800 anni fa, ma la gente si è opposta. Le proteste non sono servite invece a evitare la distruzione della moschea del Profeta Giona (foto a destra), venerato sia dai cristiani che dai musulmani, e di Seth, oltre al santuario di Giorgio.
In totale, di almeno sette luoghi di culto sacri restano oggi solo macerie. «All’inizio pensavamo che avrebbero distrutto solo i luoghi sacri agli sciiti», afferma un ufficiale al Washington Post. «Ma ora stanno facendo saltare in aria qualunque cosa».

«POPOLAZIONE ARRABBIATA». «A causa di quanto accaduto ai santuari, la popolazione si è completamente rivoltata contro lo Stato islamico», aggiunge l’ex governatore di Ninive, Atheel al-Nujaifi, costretto a scappare dopo l’invasione.
È quanto testimonia anche un residente di 37 anni, che preferisce restare anonimo: «Quando la gente ha sentito che volevano distruggere il minareto di Hadba, si sono riuniti attorno ad esso per impedire che venisse fatto saltare in aria. Ora sono davvero molto arrabbiati».

«CI SENTIAMO TRADITI». Secondo l’ex governatore, la rabbia ha portato molti abitanti a formare milizie con lo scopo di compiere piccoli attentati contro i terroristi. Cinque di loro sarebbero già stati uccisi dal neonato Battaglione di Mosul. Tra i suoi leader ci sono anche ex ufficiali dell’esercito fedeli a Saddam Hussein.
Un residente spiega così il motivo per cui alcuni cittadini hanno deciso di prendere le armi di nascosto, essendo vietato dalle regole del califfato: «[La distruzione dei santuari] è stata scioccante per la gente di Mosul. Tutti si sentono traditi dallo Stato islamico. Quando sono arrivati la prima volta, ci hanno detto: “Siamo qui per liberarvi” ma ora hanno cominciato a rivoltarsi contro chiunque».

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