Ministro Giannini: «Abbiamo bloccato opuscoli Unar. In Italia la famiglia è riconosciuta nella Costituzione»

Il ministro dell’Istruzione ribadisce che la distribuzione dei libretti lgbt è stata «un’iniziativa autonoma dell’Unar» e che vuole aprire un tavolo coinvolgendo «le associazioni di genitori e studenti»

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beck-unarIntervistata oggi da Avvenire, il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, risponde anche a una domanda sugli opuscoli dell’Unar che, come si ricorderà, sono stati al centro di un’aspra polemica. Nei libretti, come vi abbiamo raccontato nel dettaglio, si definisce la famiglia padre-madre-figli come «uno stereotipo da pubblicità», il sesso maschile e femminile come un’astrazione, la lettura di libri in cui i protagonisti sono eterosessuali una violenza e la religiosità un disvalore che caratterizza gli omofobi. Essi sono stati oggetto di un’interpellanza parlamentare, criticati dal cardinale della Cei Angelo Bagnasco e, infine, ritirati, tra le proteste delle associazioni lgtb che, invece, ne difendono la diffusione e il contenuto.

FAMIGLIA NELLA COSTITUZIONE. Giannini ribadisce che quella dei libretti è stata «un’iniziativa autonoma dell’Unar che non ha mai concordato i dettagli con il ministero. Il ministero non ha autorizzato la diffusione nelle scuole di quel materiale che, come si ricorderà, era materiale dell’istituto Beck tradotto in italiano. E quindi frutto di una cultura, quella anglosassone, che non può essere riproposta in fotocopia in Italia, dove peraltro la famiglia è riconosciuta a livello costituzionale. Questo, ovviamente, nulla toglie all’impegno nelle scuole per la lotta alla discriminazione, di cui l’omofobia è uno degli aspetti non secondari: basti pensare a quanto l’insulto omofobo sia utilizzato nel cyber-bullismo. Ma non è l’unico».

TAVOLO CON GENITORI E STUDENTI. Su cosa ora intenda fare il ministero, Giannini è piuttosto vaga: «Bisogna agire in modo laico, non ideologico, rispettando tutte le sensibilità presenti. In questo senso ho intenzione di aprire un confronto il più ampio possibile, aprendo un tavolo con tutte le parti interessate, comprese le associazioni dei genitori e quelle degli studenti. La mia idea è quella di realizzare una larga condivisione sui contenuti e delle strategie di comunicazione»

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