Migranti. Erdogan ricatta l’Europa e la Grecia trema

«O l’Europa ci fornisce altri aiuti oppure dovremo aprire i cancelli». La Turchia (che ha già ricevuto oltre tre miliardi di euro dall’Ue) ospita 3,6 milioni di siriani: se smettesse di controllare le coste, Atene collasserebbe

Il 29 agosto più di dieci barconi, con a bordo oltre 550 migranti, sono approdati sulla costa dell’isola di Lesbo. Un simile afflusso in Grecia non si registrava da anni. Siamo lontanissimi dal 2015, quando arrivarono 210 mila persone solo nel mese di ottobre, ma le 10 mila persone giunte ad agosto hanno allarmato il governo greco e tutta l’Unione Europea.

La crisi migratoria era stata risolta da Bruxelles alla fonte, versando oltre tre miliardi di euro nelle casse della Turchia perché pattugliasse le sue coste e impedisse le partenze dei barconi, prendendosi allo stesso tempo cura dei rifugiati in fuga soprattutto dalla Siria.

IL RICATTO DI ERDOGAN

L’accordo ha funzionato ma il picco di arrivi di agosto non sembra casuale. Soprattutto perché il presidente Recep Tayyip Erdogan ha lanciato settimana scorsa un avvertimento, che assomiglia molto a un ricatto: «O l’Europa ci fornisce altri aiuti finanziari oppure appoggia il nostro piano di estendere l’influenza turca nel nord della Siria. Altrimenti, un gran numero di migranti tornerà a fare rotta verso la Grecia. Dovremo aprire i cancelli».

Erdogan ha un notevole potere contrattuale visto che in Turchia vivono in campi profughi circa 3,6 milioni di siriani. Molti di essi, con la guerra che infuria a Idlib, approderebbero volentieri in Europa. L’effetto, sottolinea il New York Times, «sarebbe tragico» per la Grecia e l’Europa.

LA GRECIA È GIÀ AL COLLASSO

La Grecia è già al collasso. Circa 10 mila migranti vivono stipati sull’isola di Lesbo: la maggior parte di loro, 5.200 persone, è accampata nel campo profughi di Moria, pensato per un massimo di 2.200 persone. Altri 2.000 dormono in baracche di fortuna nell’Oliveto in condizioni di vita spaventose. Atene ha ricevuto dall’Ue 1,7 miliardi di euro per migliorare il campo, ma non ha mai fatto i lavori per il timore di attirare nuovi migranti. Nel frattempo, la popolazione è sempre più scontenta visto che i barconi rovinano la stagione turistica.

La rotta centrale del Mediterraneo non è l’unico fronte migratorio che la nuova Commissione europea dovrà dimostrare di saper gestire. La Grecia è, se possibile, un problema ugualmente complesso e le minacce di Erdogan non fanno presagire niente di buono.

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