Migranti a Ventimiglia. Croce Rossa: «Vergogna europea»


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«In questi giorni stiamo assistendo ad una delle violazioni più vergognose dei diritti fondamentali dell’essere umano». Intervista a Francesco Rocca, presidente della Croce Rossa Italiana

«Con quale faccia riusciamo a chiedere ancora una volta agli uomini e alle donne del nostro paese di farsi carico di questa situazione? L’Europa è il carnefice quando nel suo immobilismo più totale perde tempo a discutere su numeri infinitesimali. Ventiquattro mila persone. Ci si mette più a scrivere il numero che a ridistribuirli. L’Europa è il carnefice quando decide di chiudere le frontiere schierando la Gendarmerie a Ventimiglia, salendo sui treni al confine con l’Austria e facendo scendere chi non ha i documenti. L’Europa è il carnefice quando lascia l’Italia sola a sopportare quella spinta inarrestabile dall’Africa e dal Medio Oriente. Quella è l’Europa dei Governi silenziosi e complici». Solo qualche giorno fa, in merito all’emergenza migranti a Ventimiglia, Francesco Rocca, presidente della Croce Rossa Italiana e vicepresidente della Federazione internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, aveva usato parole di fuoco. Ora, che è passato qualche giorno, torna a ragionare con tempi.it della difficile situazione, sottolineando l’impegno di «centinaia di volontari e operatori che stanno soccorrendo migliaia di migranti in arrivo sulle nostre coste».

Cosa sta facendo la Croce Rossa per aiutare i migranti?
Cerchiamo di provvedere ai loro bisogni fondamentali, fornendo non solo assistenza alimentare e sanitaria, ma anche sostegno morale. Il supporto dei volontari non si riduce al portare cibo, bevande, giochi (che sono pur sempre fondamentali per i bambini), ma si configura come una rete di sicurezza che possa permettere loro di percepire un senso di appartenenza e fratellanza. In questi giorni stiamo assistendo ad una delle violazioni più vergognose dei diritti fondamentali dell’essere umano.

Cosa bisognerebbe fare?
Innanzitutto mettere al centro la persona. Non servono atteggiamenti violenti come quelli mostrati dalla gendarmerie francese. In secondo luogo, mettersi nei panni di queste persone. Come vorremmo essere trattati nella loro stessa situazione?

Foto Ansa