Meriam riceverà 100 frustate per adulterio se non arriverà un verdetto contrario entro 15 giorni

Secondo i legali della cristiana condannata a morte per apostasia solo la Corte d’Appello può liberare la donna, che però riceverà la prima parte della pena entro 20 giorni

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times-meriam-sudanMeriam Ibrahim non sarà libera entro pochi giorni come assicurato dal sottosegretario del ministero degli Esteri del Sudan, Abdullahi Alzareg. I legali della donna cristiana condannata a morte per apostasia e a 100 frustate per adulterio hanno infatti assicurato che «qualsiasi decisione relativa al rilascio dell’imputata spetta solo alla Corte d’Appello».

CORTE D’APPELLO. La  Corte d’Appello non si dovrebbe esprimere prima di 15/20 giorni sul caso della donna di 26 anni, che ha rifiutato di abiurare il cristianesimo e per questo si trova in carcere incatenata per le caviglie con la figlia Maya, appena partorita, e il piccolo Martin, che non ha ancora due anni.

RISCHIA LE 100 FRUSTATE. Secondo gli avvocati, se un nuovo verdetto non arrivasse entro due settimane a Meriam saranno inflitte le 100 frustate per adulterio a cui è stata condannata lo scorso 15 maggio. Avendo appena partorito e avendo diritto secondo la legge ispirata alla sharia ad almeno due anni di allattamento dopo il parto, per ora Meriam non rischia di essere impiccata e c’è il tempo di percorrere tutti i gradi di giudizio per ottenere la sua liberazione definitiva.

ESPOSTO CONTRO IL GOVERNO. Intanto, come riportato dal Guardian, quattro organizzazioni internazionali stanno cercando di fare pressione sul governo sudanese per aver violato i diritti fondamentali di Meriam iscritti nella Carta africana dei diritti umani, che Khartoum ha ratificato nel 1986. L’African Centre of Justice and Peace Studies, la Sudanese Organisation for Development and Rehabilitation, la Sudanese Human Rights Initiative e il Justice Centre for Advocacy and Legal Consultancy, aiutati da un gruppo inglese che realizza campagne contro la tortura, Redress, hanno esposto una lamentela ufficiale affermando che la Costituzione formalmente garantisce la libertà religiosa.

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