Sussidiarietà o declino. Il richiamo all’Europa a concentrarsi sull’essenziale per non morire di burocrazia è il manifesto del melonismo 2.0
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante il suo intervento all’Assemblea di Confindustria al Centro Congressi “La Nuvola” a Roma, 26 maggio 2026
Chissà se Giorgia Meloni, nel suo applauditissimo discorso all’assemblea annuale di Confindustria, fosse consapevole di quanto la frase centrale del suo intervento riecheggiasse il celebre ultimo articolo di Vladimir Lenin del 1923: “Meglio meno, ma meglio”. In quello scritto, il padre della Rivoluzione russa poneva l’accento sull’importanza di selezionare con cura i funzionari della ancor giovane Unione Sovietica per consentire che questa e l’idea che l’aveva fatta nascere crescessero e prosperassero per molti decenni a venire. Non troppo diversamente, la premier italiana ha richiamato la necessità di ricostruire con cura un’altra Unione, quella europea, che faccia – appunto – meno cose, ma le faccia bene: abbandonando l’idea che spetti ai burocrati di Bruxelles e non alle singole democrazie che compongono l’Ue decidere le nostre vite fino nei dettagli.
«La principale, enorme, fragilità che ci riguarda da vicino […] è l’attuale configurazione dell’Unione Europea. Un gigante burocrati...
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