Meeting 2013, consigli per la lettura. Qualche titolo forte per orientarsi in un mare di libri

Una selezione dei volumi che saranno presentati alla Fiera di Rimini. Da Socci a Camisasca, da Nembrini a Giacomo Poretti. E anche la storia di Francesca Pedrazzini

meeting-libreria-vChi viene al Meeting di Rimini, lo sanno bene gli editori e lo sanno gli autori sempre contenti di presentare qui un proprio libro, è un popolo che legge volentieri. Sarà la tradizione del movimento di Comunione e liberazione di proporre una volta al mese un libro da leggere, oppure sarà la concomitanza del Meeting con le ferie estive, quando anche i più pigri riscoprono il gusto di sfogliare pagine sotto l’ombrellone. Sta di fatto che Meeting vuol dire, anche, libri, con una modalità che tenta non solo di promuovere opere ritenute valide, ma anche di favorire un incontro diretto con gli autori. In queste pagine abbiamo selezionato qualche libro di cui si discuterà quest’anno a Rimini, alcuni sono testi che già nei mesi scorsi Tempi ha presentato, altre sono novità editoriali più recenti.

Alto come un vaso di gerani, di Giacomo Poretti (Mondadori). Presentazione il 22 agosto. Lui è il Giacomo del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo ma in questo romanzo, in questo racconto, non c’è quel cinismo che troppo spesso contagia i comici, bensì una grande delicatezza, permeata di quella leggerezza e profondità che solo chi sa ridere delle cose può avere. Qui Poretti costruisce una storia corale, che si dipana tra colonie estive, scuole, oratori, bar, officine, campi e garage. Si susseguono le stagioni della vicenda di un uomo che, lungo il proprio percorso, avvertirà tutta l’angustia e i limiti del paese in cui vive, l’insidia nascosta nel suo abbraccio protettivo.

Lettera a mia figlia, di Antonio Socci (Rizzoli). Presentazione il 23 agosto. Il 12 settembre 2009 la figlia maggiore di Antonio e Alessandra Socci, Caterina, 24 anni, cade in coma dopo un inspiegabile arresto cardiaco. Nel libro Caterina. Diario di un padre nella tempesta, Socci aveva raccontato il calvario e la prima “resurrezione” di Caterina, quel giorno in cui uscì dal coma con la sua risata «inconfondibile». Questo libro è il racconto di ciò che è accaduto dopo. Ed è forse ancora più interessante per la nostra mentalità così cinematograficamente abituata all’happy end e ai titoli di coda. Perché uscita dal coma Caterina continua a soffrire, a lottare col suo corpo per recuperare il controllo dei muscoli sfidando il dolore con una tenacia quotidiana. Accanto a lei la sua famiglia e un popolo che si riconosce tale in preghiera. L’altro aspetto che rende questo libro indispensabile, infatti, è il racconto di un mondo di fede sconosciuto. Come disse il cardinale Bagnasco in un’omelia per la festa dell’Immacolata: «Quanto eroismo circola nelle strade della nostra città. Quanta gente, nel segreto dei giorni, vive dentro la luce di Cristo. Il mondo non lo vede, ma Dio sorride, vede e si fa vicino, vede e asciuga le lacrime segrete di quanti, madri e padri, giovani e anziani, portano la vita quotidiana con dignità e sacrificio, con grande umile eroismo. (…) Sono le meraviglie di Dio, sono come tante fiammelle che risplendono». Caterina è una fiammella e un fuoco che brucia. In grado di illuminare la vita di chi la incontra.

Voglio che rimanga. Meditazioni sul Vangelo di Giovanni, Massimo Camisasca e Gianluca Attanasio (Lindau). Presentazione il 19 agosto. Già prima di diventare vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, monsignor Camisasca ci aveva abituato a libri frequenti, nati spesso dalle sue lunghe meditazioni in silenzio. Qui in modo agile e sempre attraente si mette alla prova con un testo amatissimo. Probabilmente anche per questo ha sempre esercitato un richiamo molto forte sia sui credenti sia sui non credenti. «Nella mia vita – dice Camisasca – ho letto molti libri, ho conosciuto tanti autori. Nessun testo però ha avuto per me l’importanza del Vangelo di san Giovanni. In nessuno ho trovato una tale profondità di sguardo, una simile penetrazione dell’esperienza dell’amore e del dolore, e soprattutto una così abissale conoscenza di Dio e dell’uomo. Non a caso la tradizione ha visto in Giovanni gli occhi dell’aquila, sguardo che sa penetrare dove nessuno oserebbe». In questo dialogo con Gianluca Attanasio emerge una lettura minuziosa e profonda, che scava in ogni singola parola e mette in risalto ogni, anche minuto, passaggio.

L’Atlantide rossa. La fine del comunismo in Europa, di Luigi Geninazzi (Lindau). Presentazione il 21 agosto. C’era una volta l’Est Europa, un mondo che nell’immaginario collettivo è scomparso in una notte con il crollo del Muro il 9 novembre 1989, in modo improvviso, come la mitica Atlantide. In realtà la fine del comunismo è stato un evento drammatico e contorto, maturato nel corso di lunghi anni di sofferenze e di lotte non violente condotte da migliaia di cittadini, in forme più o meno organizzate, al prezzo di tante vite e di tanti sacrifici. Alla fine un sistema totalitario considerato invincibile crollò lasciando sul terreno macerie e interrogativi. Quel cammino verso la libertà Luigi Geninazzi, giornalista di Avvenire, l’ha vissuto da testimone diretto, come inviato speciale sul campo, da Danzica a Mosca, da Praga a Vilnius, da Berlino a Bucarest. In questo libro rievoca quell’esperienza vissuta in prima persona.

Dante poeta del desiderio, di Franco Nembrini (Itaca). Presentazione il 18 agosto. Franco Nembrini, rettore del centro scolastico La Traccia di Bergamo, ha fatto appassionare a Dante centinaia di ragazzi e non solo. La Divina Commedia rimanda per molti ai tempi della scuola, a testi di difficile comprensione, adatti solo per pochi eletti. Al contrario, essa è nata come opera per il popolo. Lo documenta la storia di questo libro la cui origine è nelle conversazioni di Nembrini prima con i figli – su loro richiesta – e alcuni loro amici diventati in breve tempo duecento; poi con un gruppo di massaie e infine con migliaia di ragazzi e adulti in tutta Italia. Da questo lavoro è nata l’associazione Centocanti, una sorta di Divina Commedia vivente. Questo libro raccoglie, dopo il successo di Alla ricerca dell’io perduto un nuovo ciclo di conversazioni sull’immortale testo di Dante.

Io non ho paura. La storia di Francesca Pedrazzini, di Davide Perillo (San Paolo). Presentazione il 21 agosto. Noi non lo abbiamo ancora letto ma abbiamo ragionevoli certezze per scommettere che sarà uno dei libri più acquistati al Meeting. Non è una questione di best seller né di classifiche, è che la storia di Francesca Pedrazzini ha incontrato centinaia di migliaia di persone in questi mesi. Alcune le ha fatte convertire o ritornare con intelligenza a una fede vissuta come convenzione. «Vorrei sapere perché la gente deve convertirsi sul mio cancro», disse un giorno a un prete. «È il mistero della croce», rispose lui. Quando è morta, Francesca aveva 38 anni e tre figli tra i 3 e gli 8 anni. La sua storia, per come l’ha raccontata in maniera delicata e asciutta Davide Perillo, direttore del mensile Tracce, è commovente fino alle lacrime e scevra di ogni sentimentalismo. Mette ogni madre di fronte all’amore per i propri figli, ogni marito di fronte alla propria moglie, ogni amico di fronte all’amico con uno sguardo nuovo, quello lucido, virile e appassionato di Francesca. Che è morta non avendo paura. Né per sé, né per le persone che amava.