Medico positivo al Covid salva una vita. A processo per aver violato la quarantena

Aosta. Era l’unico che poteva operare una donna affetta da aneurisma, ma, positivo, era a casa. Dovrà pagare 5 mila euro. Intervista al legale

«È una vicenda sconcertante», dice a tempi.it l’avvocato Corrado Bellora, «soprattutto se si tiene conto che la signora è viva». Aprile, Aosta, è una domenica pomeriggio e siamo nel pieno dell’emergenza coronavirus. All’ospedale Parini i medici si trovano di fronte a un’emergenza: devono operare una donna di 60 anni alle prese con un aneurisma all’arteria splenica. La signora non può essere trasferita altrove e il medico che dovrebbe operarla, il chirurgo Gianluca Iob, è a casa in quarantena. Luca Cavoretto, responsabile del 118, fa presente la situazione al direttore sanitario dell’Usl, Pier Eugenio Nebiolo, che con una email provvede a risolvere la situazione. Manda un’autoambulanza a casa del dottor Iob, lo porta in ospedale dove opera la donna, lo fa riportare a casa.

«L’unico in grado di fare l’intervento»

L’altro giorno il pm Francesco Pizzato ha chiesto un decreto penale di condanna di 5 mila euro per Iob, Cavoretto e Nebiolo. L’accusa è di aver violato l’ordinanza di isolamento domiciliare. Nebiolo ha rilasciato diverse dichiarazioni alla stampa in cui sottolinea il fatto che Iob fosse «l’unico in grado di eseguire quell’intervento» e che in quei giorni in cui si trovava in quarantena era «debolmente positivo e asintomatico. Ho dato il permesso di toglierlo dalla quarantena, avvisando le autorità. E anche se fosse stato positivo al 100 per cento avrei fatto altrettanto. L’équipe che ha operato con lui era consapevole».

«Bisognerebbe ringraziarli»

Bellora, ripercorrendo le tappe della vicenda con tempi.it, commenta: «Il decreto penale non è ancora stato emesso e dunque non ho ancora avuto accesso agli atti, ma pare tutto molto paradossale. La signora doveva subire un intervento molto complesso, mi dicono che, dal 1950 a oggi, è stato eseguito solo 78 volte. Iob era la persona adatta e, come ha detto Nebiolo, l’unico in grado. Il trasporto da casa sua all’ospedale è avvenuto in assolta sicurezza e l’operazione si è svolta in una sala chirurgica “a pressione negativa”, cioè preparata per evitare il riciclo esterno dell’aria». Bellora presenterà opposizione al decreto: «Questi dottori hanno fatto solo il loro dovere. L’unica cosa che bisognerebbe fare è ringraziarli».

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