Legalizzare la marijuana danneggia il mercato nero? Saviano, leggiti i dati della California

L’80 per cento della cannabis venduta nel 2018 in California viene dal mercato nero, per un giro d’affari di 3,7 miliardi (contro gli 0,8 miliardi del mercato legale). «La situazione sta peggiorando, non migliorando»

«Perché legalizzare le droghe leggere? Perché legalizzarle indebolirà le mafie sottraendo loro capitali e allo stesso tempo ridimensionerà il mercato illegale». Scriveva così Roberto Saviano su Repubblica per promuovere la legalizzazione della marijuana in Italia. Da anni il guru si scaglia contro gli «scettici», invitando a seguire il fulgido esempio di stati modello come Uruguay, California, Colorado e Canada.

I CRIMINI AUMENTANO IN URUGUAY

In Uruguay, dove la compravendita è legale dal 2017, secondo dati governativi riportati dall’Associated Press il 70 per cento dei cittadini che consuma marijuana si rivolge al mercato nero. Secondo il ministro degli Interni, Eduardo Bonomi, la guerra tra bande criminali legata allo spaccio ha causato il 59 per cento di tutti gli omicidi nel primo trimestre del 2018. Praticamente il doppio del 2012.

Ma, si dirà, l’Uruguay non può essere considerato un paese civile e quindi non bisogna prendere in considerazione le parole dell’ex presidente Julio Maria Sanguinetti: «Nel nostro paese non abbiamo mai avuto così tanti trafficanti di droga e così tanta violenza legata alla droga come ora».

CALIFORNIA: IL MERCATO NERO LA FA DA PADRONE

Anche nella modernissima California, però, le cose non vanno meglio. Secondo i dati di New Frontier Data, leader globale nelle ricerche sull’industria della cannabis, nel 2018 il mercato legale in California ha prodotto un giro d’affari di 0,8 miliardi. Il mercato illegale vale invece 3,7 miliardi di dollari, oltre quattro volte tanto. Addirittura l’80 per cento della marijuana venduta nello stato più popoloso degli Usa, dove la compravendita è legale dall’1 gennaio 2018, proviene dal mercato nero.

L’ultimo rapporto (gennaio 2019) della Commissione consultiva statale sulla cannabis ha confermato l’esistenza di un «ambiente florido per il “mercato nero” non regolamentato». Il governatore Gavin Newsom ha lanciato l’allarme a febbraio. Da sempre favorevole alla legalizzazione, si è impegnato attivamente per raggiungere l’obiettivo e ha vinto le ultime elezioni anche grazie ai 340 mila dollari di finanziamenti ricevuti dall’industria della cannabis per la campagna elettorale. «Siamo molto preoccupati per la cannabis illegale. In particolare nel nord della California la situazione sta peggiorando, non migliorando», ha dichiarato come riportato dal Los Angeles Times.

AUMENTANO NEGOZI ILLEGALI E CORRUZIONE

L’ufficio statale di controllo della cannabis, che ha autorizzato 634 negozi a vendere la droga, ha anche inviato nell’ultimo anno 2.842 avvisi ad altrettanti negozi accusati di operare al di fuori delle leggi dello stato. A tutti ha imposto di cessare immediatamente le attività ma finora ne ha chiusi con la forza solo cinque. Settecento persone sono state imputate nel 2018 per lo stesso motivo. Sotto accusa ci sono anche siti come Weedmaps, che sponsorizzano rivenditori di marijuana senza licenza.

I problemi non finiscono qui. In California si è verificato un aumento esponenziale di corruzione e tentata corruzione di funzionari per il rilascio di licenze, scrive il Los Angeles Times. Decine di migliaia di dollari di tangenti sono stati offerti a funzionari nelle contee e città di Siskiyou, Adelanto, Humboldt, Compton, Oakland, Cudahy.

SAVIANO, LEGGITI I DATI

Saviano continua a scrivere che «legalizzare significa portare alla luce ciò che fino ad ora è stato avvolto dall’oscurità più cupa del mercato nero». L’esperienza di chi ha già percorso questa strada dimostra che non è così.

Foto Ansa