Ospitate tv, Concerto per l’Emilia, programma. Quante gaffe per il M5S (e la peggiore la fa Grillo)

Prime apparizioni sul piccolo schermo all’insegna del pressapochismo, solite battaglie sui soldi e ripicche perché “gli altri ci copiano”. Ma l’articolo migliore lo scrive Facci su Libero, in cui elenca tutte le balle del leader pentastellato

Freschi diplomati in «public speaking», con il sigillo di un maestro d’eccezione, il guru del movimento, Gianroberto Casaleggio, i 5 Stelle arrivano in televisione. Possono partecipare a tutti i talk show «dove escono fuori i contenuti» (sostiene il cittadino Roberto Fico), previa autorizzazione del vertice del non-partito e rispettando il divieto di dibattere con gli avversari politici.
Nel frattempo, in Emilia-Romagna, i grillini combattono gli sprechi della beneficenza, e in Friuli Venezia Giulia bocciano un programma copiato dal loro, promettendo, tuttavia, di votargli a favore «di volta in volta» (in base al loro programma).

RETE ANORESSICA. «Mi è stato chiesto di partecipare dal gruppo parlamentare», così, ieri, il deputato 5 Stelle, Nicola Morra, ha motivato la sua presenza sul programma di La 7, Piazza Pulita. La convinzione del movimento di mandarlo sul piccolo schermo è maturata, spiega Morra, «perché in alcune parti d’Italia la rete è anoressica e non può arrivare in tutte le case». Causa limitatezza della banda larga, che inibisce il progresso della Rete, non tutti i cittadini italiani possono essere informati sulle idee del non-partito che ha sede legale su internet. Un fatto che ha portato a riflettere anche Beppe Grillo, dopo i risultati delle elezioni comunali.
Che la tv sia «morta», tanto quanto la politica italiana, è una certezza che l’ex comico coltiva da anni. Almeno da quando fu cacciato dalla Rai. E benché tutt’oggi vada ripetendola in tutte le piazze, la disfatta alle elezioni comunali è il segno, per il leader pentastellato, che andare in tv sia in Italia una necessità. Per questo, spiega il leader del Movimento, pur continuando a ostentare «il diritto di non essere ripreso» dalle telecamere, e ritenendo la maggior parte dei giornalisti «servi», ha dato il nulla osta ai cittadini eletti del non-partito di recarsi in televisione.
Fico, ad esempio, ha partecipato a 1/2, programma-intervista su Rai3 con Lucia Annunziata. Oggi ne parla sul Corriere della Sera Aldo Grasso. Il giudizio sintetico del critico televisivo è questo: «La sua teoria sul servizio pubblico è un po’ fragile». Tanti slogan ma competenze nulle.

INDAGINE SULLA BENEFICENZA. In Emilia-Romagna, il Movimento 5 Stelle chiede spiegazioni sui costi del Concerto per l’Emilia, iniziativa di solidarietà per i terremotati, tenutasi l’anno scorso, allo stadio Dall’Ara di Bologna. Causa del contendere sono i costi di produzione del concerto, spiegano i grillini: «Osservando il resoconto generale del concerto di beneficenza, che ha portato complessivamente a poter raccogliere oltre 4 milioni di euro, tra le entrate del live (3.075.678,31 euro) e quelle derivate dalla vendita del cd e dvd (1.229.380,46 euro), ci è balzata agli occhi una cifra strana»: «I quasi due milioni di costi di produzione». Troppo elevati, per il Movimento 5 Stelle. «Gli artisti si sono esibiti gratuitamente e, spontaneamente, ognuno ha fatto la propria parte, e anche di più, perché il massimo ricavo andasse alla popolazione messa in ginocchio dal terremoto, e ora veniamo a scoprire che dei quasi 5 milioni ricavati, due sono svaniti per costi di produzione? Una sproporzione di costi inaccettabile». Chi partecipa a iniziative musicali benefiche, spiegano i grillini, lo fa «per amore della musica» e «soprattutto per contribuire ad aiutare chi si trova in difficoltà».

PROGRAMMA COPIATO. Il documento programmatico della governatrice del Friuli, Deborah Serrachiani (Pd), «sembra copiato dal nostro» e pare  «ci sia concordanza di idee su quali siano i problemi e sul desiderio di dar loro una soluzione». Lo ha detto, prima di bocciarlo, il Movimento 5 Stelle friulano. Il motivo del voto contrario al programma Serracchiani, spiegano i grillini è che «non possiamo prendere il pacchetto scatola chiusa». «Aspettiamo di vedere e, provvedimento per provvedimento, voteremo in linea con il nostro programma». Il quale, comunque, resta uguale «almeno per un abbondante 90 per cento» a quello di Serracchiani. Divergenze parallele, insomma.

NEL FRATTEMPO, GRILLO. Filippo Facci, oggi su Libero, ripercorre gli ultimi giorni di Grillo. Il leader 5 stelle, giovedì, «diceva che la doppia sede del Parlamento Europeo costa 400 milioni l’anno» ma, spiega il giornalista, «a essere precisi sono 200». «Poi ha detto che un terzo del bilancio europeo è speso per traduzioni: ma il bilancio del 2012, a essere precisi, è di 147 miliardi, e le traduzioni sono costate 330 milioni». Non solo. «Ha detto che l’Italia fornisce un terzo del bilancio dell’Unione Europea», ma «a essere precisi è il terzo paese per contributi, che è diverso». «Poi ha detto che i soldi del bilancio vanno in ipermercati e strade e petrolio», quando invece «vanno in sovvenzioni per l’agricoltura». «Poi ha citato alcuni grattacieli in bambù che Renzo Piano avrebbe progettato in Australia», quando «in Australia non esistono grattacieli in bambù progettati da Renzo Piano, a Melbourne semmai esiste un palazzo di legno (non in bambù, e progettato da altri)». «Poi ha detto che la Francia ha un bilancio di 17 miliardi di euro inferiore al nostro», ma prosegue Facci, «a essere precisi è di 300 miliardi superiore». «Sinché, domenica, Beppe Grillo ha detto che “L’Italia è come un cammello, nelle gobbe non ha più acqua”. Ma i cammelli, a essere precisi, nelle gobbe non hanno acqua, hanno grasso: l’acqua la conservano nel corpo e nel flusso sanguigno». E Grillo, comunque, sul suo blog, conclude Facci, «ha messo la foto di un dromedario».