L’Unione Europea aggraverà la crisi dell’Iran con nuove sanzioni: ecco quali

Secondo quanto riportato da Reuters, verranno vietate le transazioni finanziarie con l’Iran, la vendita di metalli e grafite, l’importazione di gas naturale e la vendita di tecnologia per lo stoccaggio del petrolio.

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Oggi l’Unione Europea darà il via libera all’inasprimento delle sanzioni contro l’Iran nel tentativo di convincere il regime degli ayatollah a rinunciare al suo programma nucleare. Le precedenti  sanzioni economiche approvate da Unione Europea e Stati Uniti, le più pesanti mai decise, hanno colpito duramente il paese dimezzando gli introiti da petrolio e aggravando così la crisi di Teheran.

L’IRAN NON SCENDE A PATTI. L’Iran continua a sostenere che sta sviluppando il nucleare per fini pacifici e civili legati alla medicina e afferma che discuterà di nucleare solo quando l’Occidente toglierà le sanzioni economiche. Il gruppo del 5+1, invece, propone a Teheran di abbandonare il progetto di arricchire l’uranio al 20 per cento, soglia tecnica molto difficile da raggiungere e da cui si può poi facilmente arrivare al 90 per cento e ottenere la bomba atomica, e di trasferire tutto l’uranio già arricchito in un paese terzo in cambio di aiuti economici e tecnologia. L’Iran si è rifiutato di scendere a patti e, come dichiarato dal ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle, «negli ultimi due mesi l’Iran non ha cambiato la sua politica riguardo ai temi chiave, quindi dobbiamo incrementare la nostra pressione attraverso le sanzioni».

LE NUOVE SANZIONI. Secondo quanto riportato da Reuters, le nuove sanzioni dell’Unione Europea includeranno un divieto da parte delle aziende e degli istituti di credito europei di fare transazioni finanziarie con l’Iran, a meno che gli operatori di borsa non ottengano un esplicito permesso da parte dei rispettivi governi. I paesi dell’Unione, inoltre, non potranno più vendere a Teheran metalli e grafite, fondamentali per produrre l’acciaio, e non potranno più importare gas naturale. Non solo, verrà istituito il divieto per le compagnie europee di fornire tecnologia all’Iran per quanto riguarda le spedizioni navali e la possibilità di stoccaggio del petrolio. L’Iran, infatti, riuscendo a vendere solo la metà del petrolio rispetto al periodo pre-sanzioni, ha studiato diversi modi di stoccare il petrolio in eccesso, per non chiudere definitivamente i pozzi di petrolio.

EFFETTO SANZIONI. Le nuove sanzioni, richieste a gran voce anche dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, potrebbero peggiorare ulteriormente la situazione economica del paese, aggravata dalla siccità, e quindi le proteste dei cittadini contro il regime e contro il governo di Ahmadinejad.

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