Lombardia, primarie, Parlamento: Bruno Tabacci si candida a tutto

L’assessore al Bilancio del Comune di Milano è candidato alle primarie del centrosinistra. Ma non esclude la Lombardia. Carlo Masseroli (Pdl): «Manca solo il Presidente del consiglio di zona»

Bruno Tabacci, ormai ex assessore al Bilancio del Comune di Milano nella giunta Pisapia, 66 anni e una carriera politica di lungo corso, è ora candidato di “Italia concreta” alle primarie di coalizione del Pd. Motivo? «Mi propongo perché in questi mesi si decidono le sorti del Paese. Dopo l’esperienza del governo Monti la politica è chiamata a riprendersi un ruolo, e dovrà farlo facendo tesoro delle cose buone compiute quest’anno» ha spiegato il deputato Api. “Italia Concreta” è una coalizione che si candida come «alternativa morale e politica al lungo periodo berlusconiano, responsabile di aver lasciato un cumulo di macerie nel Paese». Si propone di recuperare grande tradizione europeista dell’Italia fino al suo approdo federale, con una visione «moderna e solidale che giustifica una razionale e misurata cessione di sovranità nazionale».

LA “STRAORDINARIA ESPERIENZA” DI MILANO. Se Mario Monti  lo ha appoggiato definendolo «l’espressione della coerenza» oltre che «un punto di riferimento, per me osservatore», i numeri non sembrano dargli grandi chance: nei sondaggi Tabacci è solitamente inserito nel gruppo “altri”, assieme a Laura Puppato, attualmente consigliere regionale della Regione Veneto. Ha detto di voler rappresentare, alle primarie, i cattolici. E a chi gli ha chiesto se il ruolo di potenziale alleato di Nichi Vendola gli andasse stretto, ha risposto che «la straordinaria esperienza fatta nella giunta di Milano, guidata da Giuliano Pisapia, mi induce a sostenere che è possibile realizzare un’intesa di governo anche con forze che sulla carta appaiono connotate da un certo estremismo». Il 10 giugno del 2011 è stato infatti nominato assessore al Bilancio del Comune di Milano. Non si è mai dimesso da deputato, non senza destare polemiche. Il 25 ottobre Tabacci ha restituito le deleghe al sindaco Pisapia, con una lettera. «Ovviamente deciderà il Sindaco e per me va bene qualunque soluzione riterrà di adottare. Non ho fissato termini. Quel che è certo – ha precisato  Tabacci – è che fino al 25 novembre sarò in giro per l’Italia, e non voglio partecipare alle primarie con il carico di deleghe impegnative che potrebbero forse generare un potere di condizionamento degli elettori».

SE IL GROVIGLIO SI SGROVIGLIA. Tabacci non ha escluso nemmeno la possibilità di candidarsi come governatore della Lombardia, di cui è stato già presidente dal 1987 al 1989 con la Dc. «Non ho difficoltà a scendere in campo, e se il groviglio si sgroviglia sono pronto a mettermi a disposizione». In un’altra intervista, il 14 ottobre 2012, ha ribadito il concetto: «Potrei non ricandidarmi in Parlamento e impegnarmi in prima persona per la Lombardia. Perché questi mesi a Palazzo Marino mi hanno fatto re-innamorare della gestione politica». Non sarà un po’ troppo? «Se va male tutto può anche candidarsi a presidente del Consiglio di zona» ironizza il capogruppo Pdl a Palazzo Marino, Carlo Masseroli, a tempi.it. «Non vuole giocare una partita subalterna al sindaco, con cui ultimamente non sembra andare molto d’accordo». Che ne sarà del bilancio del Comune? E chi sostituirà Tabacci? «Premesso che la mia impressione è che il Pd non si straccerà certo le vesti,  è molto probabile che ai conti di Milano ci penserà Davide Corritore, attualmente city manager. Che del resto, indirettamente, ha gestito tutte le partite».