Lombardia, concorso presidi. «Se lo annullano a giugno, distruggono la scuola pubblica statale»

Il 4 giugno il Consiglio di Stato deciderà sulla legittimità del concorso per dirigenti scolastici del luglio 2012. Si rischia di avere mille istituti «con presidi a mezzo servizio»

Il Concorso per presidi in Lombardia è ancora nel limbo. Fino al 4 giugno 2013, quando il Consiglio di Stato si pronuncerà sulla legittimità o meno del concorso che si è svolto nel luglio 2012, nessuno saprà se le oltre 400 scuole lombarde ad oggi sprovviste del loro preside, potranno, finalmente, averne uno tutto loro e non in reggenza. Soluzione provvisoria, questa, che fa sì che più di 800 istituti statali, hanno di fatto un preside “a mezzo servizio”. Ma a settembre potrebbero essere molte di più. Ne parla a tempi.it Roberto Pellegatta, presidente di Disal, l’Associazione dei dirigenti scolastici.

Quanti sono i presidi coinvolti?
Sono 404 i dirigenti scolastici che, all’alba del luglio 2012, hanno superato le prove del concorso, risultando idonei. Ma questi sono ancora in “stand by” e sicuramente non potranno prendere servizio prima del prossimo settembre, a causa del ricorso presentato fondamentalmente da chi non ha superato le prove scritte, della sentenza del Tar Lombardia e della decisione appena presa dal Consiglio di Stato di rimandare tutto al 4 giugno. Tutto questo perché? Perché lo Stato continua a rimandare la decisione se le buste utilizzate nel concorso siano trasparenti oppure no. Decisione in vista della quale sono stati, inoltre, spesi un mucchio di soldi per acquisire le perizie, una commissionata all’Istituto Poligrafico di Stato, l’altra a un consulente esterno, spendendo la bellezza di 4 mila euro. E, come se non bastasse, quando è stata spostata la decisione il rappresentante dello Stato nemmeno si è presentato: ha mandato un suo sostituto.

Causando quali disagi?
Il danno arrecato non è soltanto agli oltre 400 dirigenti coinvolti, di fatto idonei e congelati, ma a tutta la scuola statale lombarda che quest’anno ha dovuto gestire più di 400 istituti affidandoli a presidi non titolari, bensì reggenti. Ciò significa che per un anno almeno 820 scuole in Lombardia sono state gestite da presidi a “mezzo servizio”. E c’è il rischio che, se non si dovesse trovare una soluzione entro breve, ai posti già vacanti se ne aggiungano altri, per effetto dei pensionamenti. Significa che Regione Lombardia, dove la scuola è sempre stata un modello, potrebbe trovarsi con quasi 1000 istituti su 1200 privi di un loro preside, ma soltanto con uno a “mezzo servizio” appunto. Ed è ovvio che, in simili condizioni, le scuole non potranno funzionare regolarmente.

Che idea si è fatto di tutta la vicenda?
È un segno del disprezzo che lo Stato nutre verso la scuola pubblica e, in particolare, verso la professione di dirigente. Che tu ci sia oppure non ci sia, a quanto pare, non importa a nessuno. Anche perché chi ha fatto le reggenze ancora non ha ricevuto un euro della quota di indennità di reggenza che gli spetta per legge. E il problema non è nemmeno solo in Lombardia: in altre Regioni d’Italia il concorso più travagliato della storia repubblicana (sarà durato più di due anni e mezzo!) nemmeno si è concluso, come in Sicilia, per esempio. Contestazioni e ricorsi, poi, hanno cercato di bloccare tutto anche in Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Calabria e Campania. Anche se l’unico caso di vincitori non nominati rimane quello della Lombardia, dove, assai stranamente, la commissione ha finito tutto per i primi di luglio 2012, ma il direttore scolastico regionale non ha fatto le nomine.

Ora cosa succederà?
C’è un numero sempre maggiore di contenziosi nella scuola pubblica statale, che la sta ormai distruggendo. Purtroppo, però, in questo momento non resta altro da fare se non attendere la decisione del Consiglio di Stato il prossimo 4 giugno. Il Consiglio, alla luce della perizia effettuata, dovrà decidere. Se il concorso sarà annullato, salta tutto e passeranno altri due anni prima che tutte le scuole statali lombarde possano smettere di essere gestite precariamente. Ma anche se il risultato del concorso dovesse essere riconosciuto come valido, e il ricorso non andare a buon fine, bisognerà vedere se dopo il 4 giugno ci saranno ancora i tempi tecnici per fare in modo che le nomine diventino operative entro settembre.