Lombardia, 840 istituti con presidi a mezzo servizio. Lettera al ministro: «Abuso della reggenza insopportabile»

Dopo l’annullamento dei risultati del concorso presidi, da settembre gli istituti coinvolti saranno gestiti da dirigenti che dovranno fare la spola tra una scuola e l’altra. L’allarme di Disal e Anp

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Concorso presidi verso un epilogo amaro: l’anno prossimo infatti 840 istituti lombardi su un totale di 1.149 saranno costretti ad essere gestiti da dirigenti “a mezzo servizio”, che faranno la spola tra un istituto e l’altro, oltretutto sottopagati e senza alcun rimborso. Con grave danno per la gestione degli istituti. Riceviamo e pubblichiamo la lettera che il presidente di Anp Lombardia (Associazione dirigenti e alte professionalità della scuola) Massimo Spinelli e il presidente di Disal Lombardia (Associazione dirigenti scuole autonome e libere) Roberto Fraccia hanno scritto al ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza e per conoscenza anche al capo dipartimento all’Istruzione Luciano Chiappetta, al direttore dell’Ufficio scolastico regionale (Usr) della Lombardia Francesco de Sanctis e ai presidenti delle Commissioni VII (Cultura scienza e istruzione) del Senato e della Camera.

On. Ministro,

la recente sentenza del Consiglio di Stato, in merito alle note e annose vicissitudini del concorso per il reclutamento di 355 dirigenti da assegnare agli istituti scolastici della Lombardia, delinea uno dei peggiori scenari che potesse essere immaginato per l’avvio del prossimo anno scolastico 2013/2014.

Già nel corso dell’anno scolastico, che ormai volge al termine, l’Ufficio scolastico regionale è stato costretto, a causa del blocco della procedura concorsuale, ad assegnare 448 reggenze annuali. La stessa situazione si prospetta, salvo interventi straordinari (che devono comunque essere equi e giuridicamente solidi), per il prossimo anno scolastico. In questo modo lo strumento della reggenza, previsto per fare correttamente e straordinariamente fronte all’assenza temporanea (anche se prolungata) di un dirigente, è stato usato come l’éscamotage ordinario per coprire i numerosi vuoti di organico provocati da un’errata programmazione delle procedure di reclutamento.

Ad oggi gli istituti che dovrebbero andare in reggenza dal prossimo primo settembre sono circa 420; questo significa che 840 istituti, su un totale di 1.149, saranno costretti ad essere gestiti da un dirigente “a mezzo servizio”, che dovrà correre da una scuola all’altra, spesso anche a distanza di parecchi chilometri, senza peraltro acquisire il diritto di vedersi riconosciuta l’indennità di missione e neanche il rimborso delle spese di viaggio. Nessun’altra regione italiana è chiamata a sopportare una situazione di tale pesantezza.

Costringere le scuole lombarde, e i dirigenti in servizio, a caricarsi per il secondo anno consecutivo sulle spalle questo pesante onere espone il sistema scolastico regionale ad un evidente rischio di collasso. Già nel corrente anno scolastico i dirigenti sono stati sopraffatti necessariamente dalle emergenze e dal contingentamento dei tempi necessari ad affrontarle, hanno comunque fatto fronte encomiabilmente al sovraccarico di responsabilità, ma non possono continuare ad essere trattati come bestie da soma. Né va sottaciuto che i recenti provvedimenti di razionalizzazione della rete scolastica, oltre a produrre una sensibile riduzione degli organici dirigenziali, dai quali la categoria non ha tratto alcun beneficio, ha reso la quasi totalità degli istituti lombardi organizzazioni molto complesse ed impegnative.

L’abuso che si è fatto dell’istituto della reggenza si è, di fatto, tradotto in un intollerabile abuso della disponibilità e della buona volontà delle persone, dei dirigenti reggenti come dei loro più stretti collaboratori. Tale situazione non è sopportabile ancora a lungo, a meno che non si voglia mettere a repentaglio la qualità espressa dagli istituti scolastici della Lombardia e confermata sia attraverso le rilevazioni dell’Invalsi che per mezzo delle indagini Ocse.

L’Amministrazione scolastica regionale potrebbe trovarsi ad affidare incarichi di reggenza a dirigenti che non avrebbero le energie fisiche per sopportarli e assegnazioni d’ufficio da parte del Direttore regionale costituirebbero un’ulteriore penalizzazione per una categoria che gode, per evidenti responsabilità politiche che non serve ricordare, di un trattamento retributivo che tutto è meno che di livello dirigenziale.

Chiediamo pertanto che a questa situazione venga posto rimedio da parte di tutti i soggetti responsabili nell’ambito delle rispettive competenze.

Distinti saluti

Il presidente di Anp Lombardia Massimo Spinelli

Il presidente di Disal Lombardia Roberto Fraccia

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